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Guerra in Libia, si combatte ancora a Misurata

Continuano i combattimenti a Misurata. Ieri all'aeroporto di Misurata e all'adiacente Accademia dell'Aeronautica Militare si sono registrati violenti scontri tra le forze governative e i ribelli libici. I ribelli hanno fatto sapere di aver rafforzato il loro controllo a Burgueya.

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Il comandante in carica delle operazioni, Omar Salem, ieri ha affermato: 'Prepariamo il terreno per avanzare e conquistare l'aeroporto. Può accadere in qualsiasi momento. Abbiamo atteso quasi due settimane per cacciare l'esercito di Gheddafi dei dintorni della città per impedire che continui a bombardare'.

Nel frattempo ci si comincia a chiedere con insistenza sempre maggiore che fine abbia fatto il Colonnello Muammar Ghedadfi. Da nove giorni, infatti, il leader libico non appare in pubblico e si ipotizza che potrebbe essere rimasto gravemente ferito o addirittura ucciso nel bombardamento che la scorsa settimana ha causato la morte del figlio Saif al-Arab (leggi la notizia).

Intervistato dal quotidiano La Stampa, un ambasciatore straniero a Tripoli ha raccontato di 'essere stato portato nella casa' dov'è morto il figlio del rais e che 'era tutto distrutto'. Il diplomatico ha affermato: 'La Nato ha utilizzato delle bombe speciali, di quelle che creano una violentissima pressione in orizzontale. Insomma, è difficile sopravvivere agli effetti di quelle bombe'.

Il quotidiano La Stampa oggi si domanda: 'E dunque, perché Gheddafi non si fa vedere in pubblico da prima del bombardamento della casa di Saif al-Arab? Perché è ferito o, peggio, è rimasto ucciso dalle bombe Nato?'.

 (foto © LaPresse)

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