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Guerra in Libia, i ribelli conquistano Sirte e puntano su Tripoli

La Guerra in Libia continua e dopo la prima risoluzione Onu, il comando delle operazioni è passato alla Nato. Sarà quest'organismo a difendere i civili e le aree popolate del Paese dalle forze di Muammar Gheddafi. L'operazione 'Odissea all'alba' si è trasformata in 'Protezione unificata', ma come e quando finirà è un dubbio che impensierisce gli alleati, la pura è che si trasformi in un nuovo Afghanistan.

I video della Guerra in Libia

Intanto si continua a combattere e i ribelli, secondo voci ufficiali, hanno conquistato Sirte. La città è un punto strategico, è la città del Colonnello, nodo importante per avanzare verso Tripoli, infatti la distanza tra le due località è di circa 280 miglia. All'alba si sono susseguite un elevato numero di esplosioni e nei cieli hanno sorvolato gli aerei militari europei.

La notizia è giunta a Bengasi, dove è scoppiata una vera e propria festa, dal portavoce dei ribelli, Shamsi Abdul Molah, intervistato ad Al Jazeera: 'Le forze di opposizione hanno trovato una città indifesa. Non hanno avuto alcun problema ad entrare, non hanno incontrato alcuna resistenza'.

Queste notizie, però non vengono confermate dai fedelissimi di Gheddafi, che continuano a sostenere il rais e mantengono ancora la città di Misurata, dove l'esercito controlla il Palazzo del popolo e dove ci sono cecchini sui tetti. Questa mattina, inoltre, le forze del Colonnello hanno bombardato Zintan, città della Libia occidentale.

Gli scontri quindi continuano, ma continua anche la via diplomatica. Infatti l'Italia è pronta ad allearsi con la Germania per trovare una accordo di pace che interrompa le lotte, anche il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, è già in contatto con i delegati di Gheddafi e con gli esponenti del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi per fare da mediatore e far cessare le ostilità.

 (foto © LaPresse)

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