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Guerra Libia, un nuovo messaggio di Gheddafi: 'Continuate a combattere'

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Il Colonnello Muammar Gheddafi ha nuovamente fatto sentire la sua voce. Mentre la sua famiglia si è allontanata dalla Libia e si è recata in Algeria (leggi la notizia), a quanto pare lui si trova ancora nel Paese e attraverso un messaggio audio diffuso dal canale Al Arabya ha incitato le tribù libiche alla lotta.

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Gheddafi è sempre più solo. Le autorità algerine hanno respinto la sua richiesta di rifugiarsi in Algeria ed anche il premier Baghdadi al-Mahmoudi lo ha abbandonato. Gheddafi, però, non intende mollare. Per questo ha voluto esortare ancora una volta i suoi fedelissimi a proseguire nella lotta contro i ribelli. Queste le parole del Colonnello: 'Mettete la Libia a ferro e fuoco'. E ancora: 'Continuate a combattere anche se non sentite la mia voce. Le tribù di Bani Walid e Sirte sono armate ed è impossibile assoggettarle, e noi non ci arrenderemo mai, non siamo donne'.

Gheddafi ha poi detto di essere convinto del fatto che il Consiglio nazionale di transazione libico (Cnt) sia diviso e che i ribelli contino solo sull'appoggio di mercenari e mezzi di informazione internazionali compiacenti. Il rais ha quindi aggiunto: 'Non c'è popolo al mondo che possa rimanere sotto occupazione. L'Occidente e i colonizzatori falliranno. Il popolo libico governa se stesso, non è un animale che può essere sottomesso. Sia una battaglia lunga e si bruci il Paese'.

Se il Colonnello è tornato a far sentire la sua voce, da Parigi, dove si è tenuta la conferenza degli 'Amici della Libia', il segretario di Stato americano Hilary Clinton ha spiegato che le operazioni Nato continueranno finché i civili saranno minacciati.

Nel frattempo si cerca ancora di capire dove si trovi Gheddafi. Secondo il capo militare del Cnt, Abdel Majid, il Colonnello sarebbe nascosto a Bani Walid, 150 chilometri a sud-est di Tripoli. Gheddafi si troverebbe lì dal 26 agosto e con lui ci sarebbero anche il secondogenito Saif al-Islam, suo erede designato, e Abdullah al-Senoussi, ex comandante dei servizi segreti del regime.

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