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'Grandi Eventi', Guido Bertolaso sarà processato

Rinvio a giudizio per l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Si è chiusa l'inchiesta di Perugia sul G8 della Maddalena, poi spostato a L'Aquila, e sugli appalti per i cosiddetti 'Grandi Eventi' affidati alla Protezione civile. Accolta la richiesta formulata dal procuratore capo di Perugia, Giacomo Fumu, e dai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. Oltre a Bertolaso, vanno processati l'imprenditore Diego Anemone e l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci.

In tutto la Procura di Perugia ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per 19 indagati e 11 società. Ai 19 indagati i pubblici ministeri di Perugia Sergio Sottani, Alessia Tavarnesi e il procuratore Giacomo Fumu contestano a vario titolo i reati di associazione a delinquere e corruzione. Il magistrato romano Achille Toro, il figlio Camillo Toro e l'architetto Angelo Zampolini, hanno invece chiesto di patteggiare la pena. I pm, formulando la loro richiesta di rinvio a giudizio per la presunta 'cricca' degli appalti, hanno affermato che dall'inchiesta della Procura di Perugia sugli appalti per i 'Grandi Eventi' emerge la 'prova incontrovertibile dell'asservimento della pubblica funzione' di Guido Bertolaso. Nella richiesta di rinvio a giudizio i pm hanno fatto riferimento a una 'sistematica violazione delle regole che caratterizzava la gestione dei cosiddetti Grandi eventi'.

Scagionato l'ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che era entrato nell'inchiesta per l'acquisto dell'appartamento romano di via del Fagutale (le immagini). Attraverso un un video sul suo sito internet, Scajola ha affermato: 'C'è un insegnamento che traggo da questa vicenda: cercherò, per quanto mi è possibile, di portare il mio modesto contributo contro i processi sommari e mediatici. Un anno fa mi sono dimesso da ministro della Repubblica a seguito di una campagna di stampa molto violenta contro di me. Si era fatto passare il messaggio, attraverso virgolettati che qualcuno notte tempo, a mia insaputa, avesse pagato parte della mia casa di Roma. L'inchiesta che si è conclusa oggi dimostra la mia estraneità a questa vicenda'.

Ma torniamo all'ex capo della Protezione civile. Secondo i pm, Bertolaso, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, avrebbe assicurato alla cosiddetta 'cricca' degli appalti una 'protezione globale' con una 'sistematica violazione delle regole' in cambio delle presunte utilità ricevute dall'imprenditore Anemone. Tali utilità sarebbero state la disponibilità di un appartamento in Via Giulia a Roma, 50mila euro in contanti e prestazioni sessuali presso il Salaria sport village.

Commentando la decisione dei pm di Perugia, i legali di Bertolaso, gli avvocati Filippo Dinacci e Giovanni Dean, hanno detto: 'Davvero non si capisce dove sia la novità di oggi. I pm non potevano che confermare la linea seguita negli ultimi mesi'. E ancora: 'La decisone dei pm non poteva far altro che confermare il quadro accusatorio seguito in questi mesi dalla magistratura inquirente. Siamo fiduciosi che i prossimi atti processuali terranno in maggior conto le inoppugnabili prove documentali prodotte, atti che confermano la totale estraneità ai fatti che vengono contestati al dottor Bertolaso'.

 (foto © LaPresse)

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