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Usa, Barack Obama incontra Hu Jintao

Visita di Stato per il presidente cinese Hu Jintao negli Stati Uniti. E' solo la terza volta nella storia che un presidente cinese ha diritto al gran cerimoniale della visita di Stato con ricevimento di gala alla Casa Bianca. Così il presidente Usa Barack Obama ha incontrato il suo omologo cinese. Ogni dettaglio si è svolto come da protocollo, ma grande rimane l'imbarazzo per quanto riguarda un'importante questione, la più importante, quella dei diritti umani.

Durante il discorso di benvenuto il presidente americano ha detto: 'Con questa visita, possiamo gettare le fondamenta per un futuro rapporto di cooperazione, da cui entrambi i nostri Paesi possono trarre profitto'. Nel corso del vertice Obama ha mostrato tutte le attenzioni del caso, ma non ha taciuto sui temi considerati più sensibili. 'Sosteniamo la necessità del dialogo con il Dalai Lama - ha affermato il presidente Usa - per tutelare l'identità culturale e religiosa del popolo tibetano. Libertà di parola, libertà di religione, questi valori sono scritti anche nella vostra Costituzione. Rispettandoli, la Cina avrebbe ancora più prosperità e successo'. Obama ha poi anche fatto riferimento al Nobel 2010 per la Pace Liu Xiaobo, rinchiuso nelle prigioni cinesi dal 2008.

I giornalisti hanno incalzato Hu sulla questione dei diritti umani, ma lui si è mostrato pressoché impassabile. Queste le sole cose che ha detto: 'La Cina è sempre stata impegnata nella promozione dei diritti umani, come ci viene riconosciuto dal mondo intero. Ma questi diritti vanno visti alla luce delle circostanze nazionali. Siamo ancora un Paese in via di sviluppo, con una popolazione immensa, con grandi sfide sociali ed economiche da affrontare. Possiamo fare di più per i diritti umani, e continueremo nei nostri sforzi per migliorare il tenore di vita, la democrazia e lo Stato di diritto'.

C'è da dire che, sebbene il presidente cinese abbia ricevuto negli Stati Uniti tutti gli onori che spettano a un capo di Stato, sono molti coloro che hanno storto il naso. E qualcosa di più. Il presidente del Senato Harry Reid, ossia la seconda autorità tra i democratici dopo Obama, ha definito Hu 'un dittatore'.

Oggi per Hu in programma l'incontro con il Congresso, da dove arrivano le critiche più aspre alla politica di Pechino di mantenere alto il valore dello yuan e alla sua gestione dei diritti umani. La visita del presidente cinese ha spinto 84 parlamentari a scrivere ad Obama. I parlamentari hanno invitato il presidente Usa a dire ad Hu che 'la pazienza dell'America sta per finire e non possiamo più tollerare il silenzio sprezzante della Cina' per le promesse fatte nel 2001 di aderire all'Organizzazione mondiale del commercio.

 (foto © LaPresse)

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