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Hugh Grant vs Berlusconi: "pericolo" per la democrazia

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Hugh Grant vs Silvio Berlusconi: al Parlamento europeo succede anche questo. Fresco di assoluzione per i fatti relativi alla compravendita dei diritti televisivi di Rti del 2004, l'ex premier si è inaspettatamente trovato a doversi difendere dalle accuse dell'attore inglese, che in occasione del Forum pan-europeo sul pluralismo di media e new media ha detto: "Tutti quelli che amano l'Italia, e nessuno ama l'Italia più di me, sono stati preoccupati nel vedere l'influenza di Berlusconi non solo sulla democrazia ma anche sulla cultura".

Il protagonista di film di successo come 'Quattro matrimoni e un funerale', 'Notting Hill' e la saga di Bridget Jones ha infatti attaccato apertamente il Cavaliere e il controllo da lui esercitato su televisioni e giornali del Belpaese, parlando dell'ex premier come di "un pericolo" per la democrazia e descrivendo l'Italia come "un ibrido bizzarro di Stato che controlla i media e di media che controllano lo Stato, entrambi nelle mani dello stesso uomo". Ma non solo.

Per Grant "è curioso ed inspiegabile" che "un tipo solo che ha in mano 6 emittenti o comunque ha una forte influenza sulle televisioni pubbliche ed è protagonista di tanti e tanti scandali, che avrebbero ucciso ogni altro uomo politico in altri paesi, continua al potere o comunque vicino al potere". E detto da uno che per essere stato arrestato per atti osceni in luogo pubblico con una prostituta è stato mollato dalla fidanzata, la collega Liz Hurley, e ha dovuto aspettare quattro anni per girare nuovamente un film nel ruolo di 'bravo ragazzo', ha un che di ironico, ma anche di molto consapevole.

Affermazioni alle quali non ha risposto direttamente Berlusconi, assente, ma Gina Nieri, membro del Cda di Mediaset e anche lei ospite del Forum, che ha ribattuto che "Berlusconi ha perso e vinto elezioni" e che "la legge in Italia è rispettata dalla mia impresa", concludendo quindi che "c'è un'autorità indipendente che assicura questo: per esempio in Italia Mediaset non può avere un giornale, abbiamo leggi più severe che in Gran Bretagna".

Osservazioni che non hanno scomposto minimamente Grant, che con aplomb molto british ha domandato alla Nieri: "E' vero che Berlusconi era in grado, mentre era premier, di attaccare i suoi avversari usando i suoi giornali?", ricevendo una risposta che ha suscitato l'ilarità dei presenti: "Silvio Berlusconi non è proprietario de Il Giornale, il fratello è il proprietario", e quindi ha affondato il colpo chiedendo alla rappresentante di Mediaset: "Può dirmi se alcune delle storie che il signor Berlusconi o, scusi, il Giornale del fratello, sono state in grado di scrivere sui suoi rivali arrivavano da fonti che molte persone ritengono essere della polizia e dei servizi segreti?". Una domanda alla quale, però, la Nieri non ha risposto, parlando di "mistificazione della realtà".

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