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Hugo Chavez è morto: addio al presidente del Venezuela. Il vice: "Avvelenato dai nemici storici"

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E' morto ieri a Caracas, alle 16,25 ora locale, il presidente del Venezuela Hugo Chavez: 58 anni, gli ultimi 15 trascorsi alla guida del Paese con quattro mandati consecutivi, era considerato l'ultimo caudillo sudamericano, amico fraterno di Fidel Castro e nemico storico degli Stati Uniti. Chavez era malato di cancro: lo scorso dicembre aveva subito un'operazione delicatissima a Cuba per asportare la massa tumorale, la quarta in un solo anno. Le sue condizioni si sono poi aggravate irrimediabilmente: già tracheotomizzato nelle scorse settimane, era peggiorato a causa di una grave infezione sopraggiunta nelle ultime settimane.

Hugo Chavez: le foto del presidente del Venezuela

La notizia della morte è arrivata nella serata del 5 marzo 2013: a dare l'annuncio è stato il delfino di Chavez, il suo successore designato, Nicolas Maduro, che ha tenuto un commosso discorso alla nazione. Nelle sue parole, tutto il "profondo dolore" per la morte del Presidente: "E' una tragedia storica per la nostra patria" ha detto il vicepresidente in un intervento tv a reti unificate, circondato dai ministri del goveno bolivariano - L'esercito è per le strade per garantire il rispetto della costituzione".

Nelle ultime ore Maduro non ha risparmiato un duro attacco ai nemici storici, che avrebbero a suo dire "avvelentato" ed ucciso il Presidente inocluandogli la malattia. Secondo il delfino di Chavez, la malattia e la morte del Presidente sarebbero frutto di un complotto internazionale ordito dal nemico americano: "Non abbiamo dubbi sul fatto che il comandante sia stato attaccato con questa malattia - ha detto il premier ad interim - gli storici nemici della nostra patria hanno cercato il modo per danneggiare Chavez". Chavez sarebbe stato "avvelenato" come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat: "La destra corrotta – ha proseguito Maduro riferendosi all’opposizione – ha sempre odiato il presidente: non c’è in loro nemmeno un minimo di compassione umana. Vogliono inoculare odio affinché la rabbia del nostro popolo si trasformi in violenza". Per dimostrare questa tesi, Maduro ha perfino annunciato la costituzione di una commissione speciale di scienziati che studierà il caso.

Maduro ha invitato il popolo a radunarsi in Plaza Bolívar e in Avenida Loyola, davanti all'Hospital Militar dove il presidente è morto. La folla ha salutato in lacrime Chavez, scene di disperazione si sono verificate per le strade di Caracas non appena diffusa la notizia. In attesa dei funerali solenni che si svolgeranno venerdì 8 marzo, il Paese sarà in lutto nazionale per 7 giorni. La figlia Maria Gabriela ha espresso in un tweet il suo dolore per la perdita e il suo invito a continuare la lotta del padre per il sogno marxista: "Hasta siempre, papito mío!".

La presenza dell'esercito per le strade di Caracas testimonia la delicata situazione del Paese: dopo la vittoria alle elezioni presidenziali dello scorso ottobre, Chavez non si era ancora insediato alla guida del governo a causa dei problemi di salute che lo costringevano a restare in ospedale. Durante il fine settimana, il vicepresidente Nicolas Maduro aveva annunciato che il caudillo stava affrontando un nuovo e duro ciclo di chemioterapia. Annuncio che ha scatenato la reazione dell'opposizione di destra, secondo la quale il presidente era ormai in fase terminale, dunque non più nelle condizioni di svolgere il mandato: per questo aveva chiesto al governo di fornire informazioni più complete sullo stato di salute di Chavez. Con la sua morte i poteri presidenziali ad interim saranno assunti dal vicepresidente Maduro, in attesa che si torni al voto entro 30 giorni, come confermato dal ministro degli Esteri Elias Jaua.

Hugo Chavez, l'annuncio della morte

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