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I verbali dell'inchiesta su Mastella

L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere Francesco Chiaromonte ha di fatto decapitato l'Udeur campano e azzoppato la giunta regionale guidata dal presidente Bassolino. Nelle 391 pagine dell'ordinanza si svela un intreccio di connivenze clientelismi e interessi al vertice del quale siedevano i vertici regionali del partito del Campanile: in testa il ministro Clemente Mastella, sua moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale campano, e Carlo Camilleri, 58 anni, presidente dell'Autorità di Bacino del Sele e consuocero di Clemente Mastella. Quest'ultimo è raffigurato come "promotore e organizzatore" dei meccanismi denunciati.

Ecco uno stralcio dei verbali d'inchiesta:

1) Mastella mette un "suo uomo" alla Asi di Benevento

Le contestazioni si aprono col ministro-segretario del Campanile che avrebbe provato ad assicurare alla commissione Area sviluppo industriale (Asi) di Benevento una persona da luidesignata. Scrivono i pm: "Ciò facendo al fine di compensare la mancata attribuzione al suo gruppo politico della presidenza dello Iacp di Benevento (carica invece assegnata dalla maggioranza politica della Regione Campania al partito dei Ds, nella persona di Umberto Del Basso De Caro) con l'accaparramento di altro ente pubblico di altra “postazione” da lui indicata nell'ambito della sanità e dei trasporti". De Caro pare si renda conto della "scomodità" della propria posizione e il 22 novembre 2006 si lamenta al telefono con Carlo Camilleri perché la sua nomina, in Regione, viene sempre bloccata per l'ostruzionismo dell'Udeur: "Ma io non sono contro Mastella e la sua signora, quando hanno bisogno non devono fare altro che chiamarmi, e di dire “guarda ho bisogno di questa cosa”, ci mancherebbe, e io mi metto a disposizione. Contano i fatti, penso di essere più efficiente di tanti suoi iscritti". Ma Mastella non molla e Camilleri il 10 giugno telefona a Nocera: "Questo (Mastella, ndr) sta come un pazzo, domani è fatto sto provvedimento o no? Mastella vuole che gli spariamo contro, dice che è una settimana di sbalzo". Nocera: «Lui può fare quello che vuole perché lui è il padrone, ma a me rompe i coglioni, non posso fare più di quello che ho fatto. Per me la partita è chiusa". Camilleri a Nocera, l'11 dicembre 2006: "Ecco i nomi che sono emersi dalla riunione per la carica all'Asi, allora al primo posto Lucio Lonardo, eventualmente in alternativa Luigi Abbate". Nocera: "Sicuro? Lucio Lonardo è uno della famiglia, Carlo!". Camilleri: "Non gliene fotte un cazzo che è parente della moglie, perché, lui dice, è anche cugino diretto di Erminia Mazzoni. Cugino diretto! Ha posto lui (Mastella) il problema a me, e mi dice: “Se qualcuno dice che è mio parente, rispondi che non è parente solo mio ma che è anche parente della Mazzoni, segretario dell'Udc". Nocera: "Ma quello ci prende a calci in culo, Bassolino, sopra Lucio Lonardo", oncologo beneventano cugino della signora Mastella, a cui però alla fine verrà preferito Abbate.

2) La pressione politica su Bassolino

Clemente Mastella "decideva di iniziare una strategia di pressione politica e amministrativa sul governatore della Campania, Antonio Bassolino (da qui l'accusa di concussione al governatore), sia fornendo precise direttive al Camilleri, suo consuocero, nonché agli assessori Nocera e Abbamonte" affinché minacciassero il venir meno della maggioranza politica regionale, "attraverso una campagna di stampa nella quale il Mastella strumentalmente attaccava il governatore in relazione alla gestione dei rifiuti, così da indurre a far designare nella carica di commissario all'Asi di Benevento una persona diretta ed esclusiva indicazione del Mastella, Luigi Abbate, nominata previo strumentale commissariamento del predetto ente, in tal modo peraltro assicurandosi il controllo sulle scelte ed attività dell'ente indicato".

3) Lady Mastella

"La dirompente entrata in campo della Lonardo - scrive il pm - avviene con l'assessore Camilleri che ha incontrato il direttore generale solo qualche giorno prima». Ecco l'intercettazione fra i due. Lonardo: "Che tipo di incontro avete avuto?", Camilleri: "Mi ha detto: ma perché ce l'hanno tutti con me? Io sono stato sempre a disposizione". Lonardo: "Allora ti dice cazzate, perché non è vero. È stato a disposizione di altri, certamente non di noi, ma tu che gli hai detto?... Non ti preoccupare che mo' parlo io con Clemente e metto tutto a posto?». Camilleri: «No, assolutamente, come faccio io a parlare con Clemente e mettere tutto a posto?". Lonardo: "Assolutamente no, che ti ha chiesto lui?". Camilleri: "Facciamo questo incontro". Lonardo: "Allora, per quanto mi riguarda, lui è un uomo morto. E lo è anche per mio marito, quindi per cortesia tenetevene alla larga. Incontra pure chi vuoi dal punto di vista professionale ma dal punto di vista politico le cose passano attraverso di noi, perché essere presi per i fondelli da questa gente... se lo possono scordare".

4) La "macchina Udeur"

A questo punto, annota il pm, "si mette in moto la macchina Udeur", si fa concreta "l'esigenza di esautorare Luigi Annunziata, direttore dell'Azienda Ospedaliera Sant'Anna e Sebastiano di Caserta (nominato direttore in quota Udeur, poi passato nel Pd nella corrente di Rutelli, ndr) per determinate le decisioni assunte". La signora Mastella, stando alle accuse, se la sarebbe presa perché Annunziata "non avrebbe recepito alcune indicazioni provenienti da appartenenti all'Udeur", con la Lonardo in testa. Annunziata avrebbe detto no "ad alcune nomine di primari gradite al Lonardo e al Mastella, fra cui quella in favore di Izzo Sergio". Non avrebbe designato "i primari di cardiologia e neurochirurgia del San Sebastiano secondo le indicazioni della Lonardo"; non avrebbe messo "come primario un medico neurologo segnalatogli dall'assessore regionale Ferraro in quanto medico di fiducia di suo padre" e non avrebbe scelto "come capo ufficio tecnico dell'azienda ospedaliera di Caserta l'ingegner Napoletano, segnalatogli dal Ferraro".

5) Altre nomine locali e fondi congelati

Sempre tratto dai verbali: "Costringevano Barbieri Antonio, sindaco di Cerreto Sannita, a dare loro un'utilità consistita nella nomina di Melotto Ciro, esponente politico Udeur, ad assessore ai Lavori pubblici del predetto Comune. In particolare avendo deciso di entrare a far parte della giunta di Cerreto e di occupare tassativamente il relativo assessorato ai Lavori pubblici, Mastella decideva di iniziare una strategia di pressione politica ed amministrativa sul sindaco di Cerreto sannita, fornendo precise direttive al Camilleri e al consigliere Errico affinché operassero fattivamente il congelamento dei finanziamenti regionali destinati alla realizzazione del Piano di insediamento produttivo di Cerreto, così da prospettare al Barbieri il mancato ottenimento del finanziamento da lui in precedenza richiesto in caso di mancata nomina ad assessore comunale con delega ai lavori pubblici di un esponente politico Udeur, nella specie indicato nella persona di Melotta Ciro".

Curiosa la nota del pm a pagina 154: "Per quanti sforzi possano essere fatti e immaginati, è risultato obiettivamente impossibile evitare di menzionare il nome del predetto indagato", (Clemente Mastella, ndr).

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