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Ici sulla Chiesa: nuove norme by Monti

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Le strutture non esclusivamente non commerciali appartenenti alla "Chiesa" dovranno pagare l'ICI, ora IMU, per la parte di immobile non adibita al culto. E', in sintesi, quanto dichiarato da Mario Monti al Vice Presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia.

In pratica, l'annullamento dell'esenzione fino ad ora in rigore non riguarderà le strutture esclusivamente religiose (es. edifici di culto e oratori). Toccherà invece quelle in cui l'attività non commerciale non sia esclusiva, come scuole, pensioni, cliniche, andando a colpire, secondo alcuni, il mondo del volontariato e delle organizzazioni no profit.

La nuova regolamentazione non colpirà solo la Chiesa, ma riguarderà anche associazioni, circoli, partiti, sindacati e altri soggetti attualmente esenti da imposta comunale sugli immobili.

Per l'esenzione non basterà più avere all'interno dell'immobile una struttura religiosa (che continuerà ad essere esente da IMU), ma il Ministero farà i suoi calcoli e, individuata la destinazione prevalente, calcolerà la percentuale su cui pagare e non pagare la tassa. Ecco i punti chiave intorno ai quali verrà atuata la nuova regolamentazione:

- "L’esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale"

- "L’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente"

-"L’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale"

- "L’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministro dell’economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile"

Le prime stime in merito al valore della "mini-manovra" mostranio cifre contrastanti. Si va dai 2 miliardi a meno di 100 milioni di euro, secondo Avvenire: "L'esenzione dell'Ici alla Chiesa non vale miliardi di euro ma anche meno di 100 milioni, visto che il rapporto finale del Gruppo di lavoro sull'erosione fiscale ha individuato quella cifra per quanto riguarda gli immobili di tutti gli enti no-profit, non solo quelli ecclesiali".

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