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Ignazio La Russa, l'inchiesta della Corte dei Conti sul volo di Stato

La Corte dei Conti ha aperto un'inchiesta sulla decisione del ministro della Difesa Ignazio La Russa di utilizzare un aereo di Stato per andare alla partita dell'Inter lo scorso 5 aprile. Toccherà ora ai giudici contabili stabilire se il comportamento del ministro è stato realmente 'irreprensibile' come da lui stesso affermato. La Guardia di Finanza dovrà compiere i vari accertamenti, acquisire i piani di volo e l'intera documentazione relativa al viaggio, per verificare, tra le altre cose, se con La Russa a bordo ci fossero altre persone che non fanno parte dello staff.

Obiettivo dell'inchiesta è stabilire quanto abbia gravato la trasferta sulle casse dello Stato, capire se si tratta di un esborso che si poteva evitare e scoprire se anche in altre occasioni non istituzionali sia stato utilizzato questo tipo di velivolo.

La partita di calcio, Champions League, che il ministro della Difesa è andato a seguire utilizzando l'aereo di Stato è stata quella che ha visto impegnata l'Inter contro lo Schalke. Un incontro peraltro finito con la disfatta della squadra interista. A svelare in che modo La Russa ha raggiunto lo stadio dove si è disputato il match e in che modo poi ha fatto ritorno nella Capitale è stato successivamente Il Fatto Quotidiano. Il ministro della Difesa ha adoperato un aereo P180 dell'Arma dei carabinieri all'andata e un aereo dell'Aeronautica militare con numero identificativo MM62210 per il ritorno.

Davanti all'evidenza dei fatti, La Russa non ha potuto negare e ha ammesso di aver utilizzato i mezzi riportati dal quotidiano, sostenendo però che il suo comportamento è stato perfettamente regolare. Attraverso una nota il ministro ha spiegato che motivi di sicurezza gli impongono anche contro il suo volere di non usare voli di linea.

Ma la Corte dei Conti ha deciso di vederci più chiaro. Anche perché già in passato è stato evidenziato il fatto che chi ricopre ruoli istituzionali non deve gravare sul bilancio pubblico per quanto riguarda i propri impegni privati. Come evidenziato dal quotidano Il Corriere della Sera, si tratta di un principio recepito nel 2008 in una direttiva emenata dal governo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopoché lo stesso premier era finito sotto inchiesta, poi archiviata, proprio per aver fatto salire a bordo degli aerei di Stato alcune ragazze, il cantante Mariano Apicella e altri ospiti delle sue feste a Villa Certosa in Sardegna.

 (foto © LaPresse)

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