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Ignazio Marino in Procura: interrogato sugli scontrini

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Ignazio Marino è stato ascoltato dai magistrati di Piazzale Clodio in merito alle note spese che hanno portato alle sue dimissioni da Sindaco di Roma. L'interrogatorio è durato circa 4 ore, Marino è giunto alle 16 per uscire dall'ufficio del pubblico ministero Roberto Felici intorno alle 20.

Marino ha parlato dei giustificativi delle spese effettuate con la carta di credito del Campidoglio, il cui fondo è stato aumentato da 10mila a 50mila euro.

Ignazio Marino, il giallo delle cene

Ignazio l'americano ha dovuto rispondere su alcune spese che sarebbero state disinvolte. In particolare, il focus si è diretto su alcune cene 'istituzionali', in compagnia di personaggi che hanno però negato la loro presenza.

'Il mio assistito non risulta indagato', le parole dell'avvocato Enzo Musco 'Per quanto riguarda gli scontrini, Marino ha dichiarato che le sottoscrizioni in calce ai documenti non sono autentici, come si evince, peraltro, ad occhio nudo'.

Musco ha parlato anche della scelta del sindaco dimissionario di restituire la cifra corrispondente alle spese sostenute con la carta di credito del comune durante la sua amministrazione. 'Non è un atto di debolezza, ma di ribellione contro le accuse che gli sono state mosse'.

CENE ISTITUZIONALI O DI FAMIGLIA? - In una occasione, ad esempio, Marino ha organizzato una cena nel periodo natalizio. 'Fu offerta alla stampa, in quella serata si parlò delle iniziative a carattere sociale nel periodo delle festività'.

Circostanza smentita dal proprietario del ristorante in cui Marino cenò, il girarrosto toscano, ristorante romano non molto lontano dall'abitazione della mamma del sindaco dimissionario.

'Era il giorno di Santo Stefano e Marino si presentò qui insieme ad altre persone, erano sei in tutto', le parole del ristoratore che non combaciano con quelle del politico.

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