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Il Califfo Al Baghdadi è morto nei bombardamenti Usa in Iraq: la notizia fa il giro del mondo

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Sembrano trovare conferma nelle ultimissime ore le voci circolate in giornata sulla sorte del "Califfo" dell’autoproclamato Stato Islamico Al Baghdadi, inizialmente dato per ferito in un bombardamento aereo degli Usa e poi considerato morto dal ministro degli esteri iracheno.

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Il tweet dell’autorevole membro dell’esecutivo di Baghdad Al Jaafari era stato proprio poco fa smentito da fonti locali, mentre adesso sulle condizioni del leader spirituale dei fondamentalisti impegnati nella lotta per la conquista di Iraq e Siria cominciano ad esserci notizie semi-ufficiali.

Se l’annuncio postato sul popolare social network dall’esponente di punta del governo iracheno dovesse rivelarsi credibile al 100%, gli equilibri nella vasta area del Medioriente finora sotto attacco dei miliziani islamici aderenti al cosiddetto Califfato potrebbero cambiare radicalmente, con importanti ricadute sulla stabilità dei due Stati nel mirino dell’Isis.

Secondo quanto affermato da Ibrahim Al Jaafari nel cinguettio di stamattina, Abu Bakr Al Baghdadi sarebbe morto insieme ad altre 40 persone all’interno di una scuola (adibita a luogo di riunione tra organizzazioni estremiste) nel corso degli attacchi condotti sabato scorso dall’aviazione americana nella provincia di Al Anbar, in località Al Qaim.

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Uno stretto collaboratore del "Califfo", sempre stando agli aggiornamenti forniti da fonti governative dell’Iraq ed in particolare dall’agenzia di stampa nazionale Nina, è stato eliminato nella stessa operazione di avantieri sul territorio tuttora sotto controllo dell’Isis nei pressi di Falluja.

Proprio recentemente, il Presidente statunitense Barack Obama si era spinto ad assicurare all’opinione pubblica internazionale l’avvio di una nuova fase di combattimenti sul fronte caldo dell’Is finalizzata a sbaragliare le postazioni militari dei jihadisti oltre alle infrastrutture dell’esercito agli ordini di Al Baghdadi.

In attesa che vengano chiariti dettagli e dinamica dell’azione militare menzionata dal ministro Al Jaafari, il mondo occidentale aspetta con ansia novità sul conto di un capo terrorista temuto per idee e radicamento sia in Siria che in Iraq.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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