Excite

Il Cardinale Sepe indagato per corruzione collaborerà solo a determinate condizioni

Ennesima tegola per le alte gerarchie ecclesiastiche: il Cardinale Crescenzio Sepe è stato indagato a Perugia per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi Appalti insieme all'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi.

Le accuse mosse al cardinale Sepe riguardano la vendita di alcuni palazzi e la ristrutturazione di Propaganda Fide in cambio di favori da parte di quella che è stata rinominata 'cricca'.

Accusato appunto di corruzione Sepe ha dichiarato che collaborerà nei limiti previsti dalla Chiesa e in base a delle garanzie delle quali godono le alte gerarchie ecclesiastiche che nei rapporti con l'Italia devono basarsi sul Trattato del Laterano (11 febbraio 1929) e sul Concordato (del 18 febbraio 1984).

Tra le varie clausole previste da questi accordi, il fatto che lo Stato Italiano non può interferire nella gestione degli edifici aperti al culto senza averne dato previo avviso all'autorità ecclesiastica e il fatto che se un Cardinale ha passaporto diplomatico nè lui nè la sua abitazione e il suo ufficio possono essere sottoposti a misure di giurisdizione e i suoi documenti non possono essere sequestrati.

Il Vaticano in questo modo tenterà di evitare che si ripeta quanto accaduto nel 1982 quando la Sante sede rifiutò di collaborare coi magistrati che indagavano sul ruolo dello Ior, la banca vaticana, nell'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano; ma, allo stesso tempo, fisserà le modalità della cooperazione evitando forse di fare più del dovuto.

La decisione di mettere sotto accusa Sepe, che si è dichiarato 'martire', è stata dettata anche l'acquisizione di una relazione della Corte dei Conti nella quale veniva espresse perplessità sullo stanziamento statale di 2,5 milioni di euro per dei lavori da effettuare sulla facciata del palazzo in piazza di Spagna di Propaganda Fide, di cui era presidente in quel periodo proprio l'arcivescovo di Napoli e che non furono mai portati a termine.

L'inchiesta su una serie di appalti pilotati ha già coinvolto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è dimesso dopo la scoperta che una parte consistente della somma utilizzata per acquistare un appartamento a Roma proveniva da un costruttore arrestato per corruzione, Diego Anemone.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2014