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Il crollo dei mercati. Trichet: 'Per l'Italia necessarie riforme strutturali'

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La giornata di ieri sembrava essersi aperta bene, ma in chiusura i dati hanno mostrato un'altra realtà. Su tutte le principali piazze europee si sono registrare pesanti perdite. Quale sia stato il peso del discorso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in Parlamento (leggi la notizia) non è possibile dire, se ne può discutere, ma il fatto certo è che ieri i mercati italiani e quelli del resto dell'Occidente hanno vissuto una giornata veramente drammatica. Gli esperti non hanno certamente sottovalutato il ruolo degli speculatori, ma hanno anche evidenziato il fatto che quando il debito pubblico è elevato la politica non può chiamarsi fuori dal gioco dei mercati, ne è inevitabilmente legata.

La Borsa di Milano che in mattinata aveva aperto in rialzo, in serata ha fatto segnare ben il -5,16 per cento. Anche Wall Street ha chiuso in forte calo, il Dow Jones ha perso il 4,31 per cento a 11.383,91 punti, il Nasdaq ha ceduto il 5,08 per cento a 2.556,39 punti, mentre lo S&P 500 ha perso il 4,78 per cento a 1.200,10 punti. Londra ha segnato -3,43 per cento, Francoforte -3,14 per cento, Parigi -4 per cento.

E in questo pesante clima il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha detto che 'anche per l'Italia, come gli altri Paesi dell'area euro, le riforme strutturali sono necessarie, e in particolare occorre anticipare i tempi del risanamento fiscale'. Trichet ha sottolineato il fatto che per il nostro Paese le riforme strutturali 'sono molto, molto importanti'. Il presidente della Bce ha quindi affermato che quando 'si osserva il tasso di crescita dell'Italia nel tempo, si capisce che non corrisponde in nessun modo al potenziale di medio-lungo termine' e questo accade in un Paese 'dove le risorse umane sono così buone, lo spirito imprenditoriale così chiaro a livello di Pmi e dove si capisce subito che l'economia italiana è frenata da ostacoli strutturali'.

Trichet ha poi evidenziato il fatto che per quanto riguarda l'Europa l'incertezza è particolarmente alta e la crescita economica dell'area euro è in decelerazione, di conseguenza i rischi potrebbero anche aumentare per le tensioni sui mercati. E' per tale ragione che la Banca centrale europea ha deciso di immettere nuove liquidità di emergenza nel sistema. Il presidente della Bce ha fatto sapere: 'Alla luce delle rinnovate tensioni dei mercati il Consiglio direttivo ha deciso di effettuare nuove operazioni di rifinaziamento straordinarie a favore delle banche, in particolare erogando loro prestiti a 6 mesi di scadenza'.

Ma oggi come stanno andando le cose? La Borsa di Milano ha registrato un avvio negativo con il Ftse Mib in calo del 3,23 per cento a 15.607 punti. Per le altre borse europee le flessioni sono state comprese tra 1,9 per cento e il 2,9 per cento. In apertura Londra ha segnato -2,78 per cento a 5.238 punti, Francoforte - 0,81 per cento a 6.174, Parigi -6,26 per cento a 3.243 e Amsterdam -1,82 per cento a 295,41. Come si può vedere, l'avvio peggiore è stato quello di Piazza Affari e l'andamento non è stato di certo positivo, nel giro di qualche minuto il Ftse Mib è sceso a 4,01 per cento a 15.475 punti.

In questa situazione gli investitori si sono dirottati nei cosiddetti 'beni rifugio'. I timori per il drammatico andamento dei mercati e per l'economia globale sono troppo forti. Così ieri l'oro ha toccato il livello record a 1.681,94 dollari/oncia. Oggi la situazione è un po' diversa, l'oro è sotto il record di ieri, ma comunque sale dello 0,35 per cento a 1.653,59 dollari l'oncia.

E ieri si è svolto l'incontro tra il governo e le parti sociali, che hanno presentato un accordo in sei punti su pareggio di bilancio, costi della politica, sblocco degli investimenti pubblici, semplificazione nella pubblica amministrazione e riforma del mercato del lavoro. Il presidente degli industriali Emma Marcegaglia, parlando al termine del vertice, ha detto: 'La gravità del momento non consente pause e va affrontata con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie, non si può restare fermi fino a settembre. Noi siamo a disposizione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Riteniamo che il Consiglio dei Ministri debba assumere decisioni rapidamente e sottoporle al Parlamento senza soluzioni di continuità. Non possiamo permetterci di rimanere fermi e in balia dei mercati fino a settembre. Il confronto non può esaurirsi in un incontro'.

Il premier ha poi spiegato che l'esecutivo si metterà al lavoro già nei prossimi giorni e presenterà a settembre un piano da sottoporre al Parlamento incentrato su questi temi: Pareggio di bilancio e libertà economica nella Costituzione; riforma assistenziale e fiscale e contrasto all'evasione; modernizzazione delle relazioni industriali e del mercato del lavoro; finanze e reti di impresa con internazionalizzazione; accelerazione opere pubbliche, delle reti energetiche e delle nuove reti di telecomunicazione; privatizzazioni anche dei servizi pubblici locali e liberalizzazioni; costi della politica e semplificazione della politica della burocrazia e delle funzioni pubbliche e sociali centrali e locali; diffusione delle nuove tecnologie, fondi strutturali europei e mezzogiorno.

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