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Il crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei, Bondi: 'Rivendico il lavoro fatto'

Il crollo dell'intera Domus dei Gladiatori a Pompei ha sollevato un gran polverone, in ogni senso. Il ministro dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi è stato perfino richiamato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma lui ha così replicato: 'Se avessi la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto mi dimetterei. Ma rivendico invece il grande lavoro fatto'.

In seguito al sopralluogo nella struttura crollata, replicando alla richiesta delle opposizioni di recarsi alla Camera per riferire in merito al crollo, Bondi ha detto: 'Per quanto mi riguarda, riferirò immediatamente al Parlamento rispetto a quanto ho potuto verificare e conoscere oggi dopo l'incontro avvenuto a Pompei, sulla base di un atteggiamento di serietà e di responsabilità'.

Secondo quanto riferito dal ministro le ragioni del crollo sarebbero chiare e sarebbero da ricondursi a infiltrazioni d'acqua e al restauro 'effettuato negli anni '50 con una copertura di cemento armato, che ha determinato il crollo dell'edificio'. Bondi ha detto: 'Restano intatti, almeno dai primi rilievi gli affreschi dell'edificio, che potrà essere restaurato completamente. Rimane inoltre la necessità di fare un grande piano di manutenzione del patrimonio di Pompei'. Il ministro ha poi aggiunto: 'Negli Scavi archeologici di Pompei potrebbero verificarsi altri crolli, principalmente nelle zone non restaurate'.

Bondi ha affermato: 'Provo un sentimento di angoscia perché questi crolli, come mi è stato spiegato dai nostri tecnici, potrebbero riguardare anche altre zone archeologiche, soprattutto nella parte che si affaccia nelle aree ancora scoperte e non restaurate. C'è un grande lavoro da fare, ne riferirò al presidente del Consiglio, al Parlamento e al capo dello Stato'.

Secondo Bondi non esiste solo una carenza di fondi, ma anche una mancanza di capacità di gestione. A tal proposito il ministro ha detto: 'Credo che il problema non sia solo di risorse finanziarie perché, in questi anni, Pompei ha usufruito di incassi abbastanza significativi che ammontano a circa 20-25 milioni di euro l'anno. Il problema non è solo di risorse economiche, ma c'è bisogno di spendere meglio i fondi e di affiancare ai sovrintendenti, che svolgono il loro ruolo di tutela del patrimonio, nuove figure professionali'.

Il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, ha parlato di 'crollo annunciato'. Il primo cittadino ha detto: 'C'è il dispiacere tipico di una comunità, di un territorio su cui vi è il museo all'aperto più grande del mondo e che purtroppo viene trascurato'.

 (foto © LaPresse)

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