Excite

Il delfino e lo squalo - La politica, tra potere e fiducia

di Maurizio Brasini, psicoterapeuta

Mi pare che, in questi giorni, quello della fiducia si riproponga come un tema politico ridondante. Non è una novità che tutta la politica (intesa alla greca, come organizzazione collettiva della vita pubblica) si basi sulla fiducia. Oltre che, ovviamente, sul potere.

Prendo spunto da due notizie di attualità. La prima è sotto gli occhi di tutti; in questi giorni il Presidente del Consiglio On. Romano Prodi chiede la fiducia alla dopo che l'On. Clemente Mastella ha sostanzialmente mandato all'aria la coalizione di maggioranza del Governo per motivi dichiaratamente "familiari". La seconda notizia ha risonanza assai più circoscritta, suscitando in apparenza l'interesse dei soli Psicologi (categoria professionale alla quale appartengo); il 22 Gennaio, l'On. Cancrini ha incontrato i rappresentati degli Ordini Professionali dei Medici e degli Psicologi perché questi ultimi hanno manifestato sfiducia nell'operato dell' On. Cancrini in merito alla proposta di legge "Disposizioni per l'accesso alla Psicoterapia" (una legge che in sostanza introdurrebbe la psicoterapia tra le cure offerte dal SSN). Questo, dopo che l'On. Cancrini, in veste di relatore della Commissione che segue il tortuoso iter di questa legge (ben 7 anni), ha approvato un emendamento secondo il quale l'accesso alla Psicoterapia nel servizio pubblico deve essere stabilito "in base ad una diagnosi clinica e a valutazione effettuata da un medico specialista in psichiatria o neuropsichiatria infantile". In pratica, gli Psicologi vogliono una legge che introduca la cura del disagio mentale tra le cure offerte dal SSN, ma contestano che siano i medici a stabilire quando è opportuno elargire la cura.

A me questi sembrano tutti e due casi eclatanti, anche se uno macroscopico e l'altro decisamente più particolare, in cui il bene della collettività vacilla poggiando su una fiducia malferma, direi malaticcia. E mi piace contemplare questi due casi insieme perchè il primo si presenta come un esempio di fiducia "top-down", dall'alto verso il basso: se Prodi vuole la maggioranza ha bisogno di alleati e di consensi che includono nella sua coalizione anche Mastella e il suo partito; mentre il secondo si configura come un caso di fiducia "bottom-up", dal basso verso l'alto: se gli Psicologi vogliono contare di più, ad esempio con una legge sulla psicoterapia convenzionata che non favorisca la categoria dei medici psichiatri, hanno bisogno di un rappresentante influente (Cancrini, per inciso, è uno psichiatra).

Immaginavo cosa risponderebbe Prodi se uno gli domandasse come mai si è fidato di Mastella; ma lo stesso vale per gli Psicologi che si sono fidati di Cancrini. Una possibilità è che l'uno come gli altri ritengano di avere commesso in buona fede un errore di valutazione sulla persona a cui hanno concesso la fiducia; in tal caso, solo gli sviluppi di questo loro atto li avrebbe fatti rinsavire, ma ahimé troppo tardi. Una seconda possibilità è che la fiducia sia fatta derivare da un calcolo strategico; in tal caso, la strategia si sarebbe rivelata fallimentare alla prova degli avvenimenti più recenti. Come dire: uno può scegliere di chi fidarsi con il cuore oppure con la testa, e sbagliare allo stesso modo. Ma secondo me quello che fa la differenza tra una fiducia solida e una fiducia traballante è il movente: perche DAVVERO ti sei fidato?

Chi conosce i delfini sostiene che ci sia un metodo infallibile per conquistarsi la loro fiducia: mettere una mano alla portata del loro morso. Il delfino ha denti aguzzi e mascelle forti; mettergli una mano in bocca non è uno scherzo. Ma, dicono gli esperti, se sei disposto a prenderti questo rischio potrai stabilire una relazione fiduciosa col delfino e, come ricompensa, giocare insieme a lui. Ora, qualcuno penserà che non ne vale la pena. Io invece sono tra quelli che proverebbero, ma pur non sapendo niente di delfini credo anche che il metodo non funzioni sempre. Secondo me funziona solo se sei disposto a rischiare davvero un morso, e se non hai così tanta paura da tirarti indietro, e soprattutto se credi che valga veramente la pena di diventare amico di un delfino. Un delfino non ha niente da offrirti se non la sua amicizia, e lui non ha alcuna ragione di confidare che diventando tuo amico faccia un buon affare.

Viceversa, si provi a immaginare di stringee un legame di amicizia allo stesso modo con uno squalo, e si noterà come cambia la storia. Lo squalo è sicuramente meglio avercelo per amico che per nemico. Ma lo squalo non è arrivato a quello stadio dell'evoluzione che gli consente di giocare insieme a qualcuno che può essere sua preda. Lo squalo, se ha fame, fiuta l'odore della paura e del sangue, e risponde a questi stimoli in modo inesorabilmente prevedibile. Nei rapporti con uno squalo le logiche sono più semplici e non si pongono questioni di fiducia: chi si fida, peggio per lui.

Per concludere: a dispetto delle apparenze,la fiducia (come anche la sfiducia) non è unidirezionale. Non va né dal basso in alto né dall'alto in basso. La fiducia (o la sfiducia) è qualcosa che circola. Chi ha dato fiducia all On. Mastella (non solo Prodi, ma anche i suoi elettori) può solo domandarsi se credeva davvero di farlo nell'interesse del Paese. Quegli Psicologi che hanno dato fiducia all'On. Cancrini, per uscire dal dilemma se costui sia un loro alleato o un traditore, possono domandarsi se lo hanno votato per una giusta causa quale quella del pubblico accesso alle cure anche in ambito psichico, o se speravano di rimediarci un utile in termini personali e di categoria. Il che equivale a domandarsi, in tutti questi casi, se si è fatta circolare fiducia, o se si è spacciato per tale qualcos'altro che fiducia non è.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016