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Il discorso di Obama a Berlino: "Basta muri"

Con poco più di venti minuti di ritardo rispetto al previsto, Barack Obama ha tenuto ieri il suo discorso a Berlino, sotto la Colonna della Vittoria, ringraziando "i cittadini di Berlino e il popolo della Germania". Tra gli applausi e le urla "presidente, presidente", il candidato democratico alla Casa Bianca ha ringraziato anche "la cancelliera Angela Merkel e il ministro degli Esteri Frank Walter Steinmeier per il benvenuto che mi hanno dato".

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"Non vi parlo da candidato alla Casa Bianca, ma da americano, da cittadino del mondo. Non assomiglio agli americani che hanno parlato qui prima di me, la mia storia personale è diversa, una storia americana. Il padre di mio padre era un servo degli inglesi, era un cuoco". È stata la premessa con cui Barack Obama ha avviato il suo atteso discorso. "Berlino è il simbolo della libertà per me, il simbolo di una determinazione alla quale i popoli del mondo devono guardare con ammirazione", ha aggiunto il senatore nero dell'Illinois.

Entrando nel vivo del suo intervento, Obama ha parlato della cooperazione tra Stati Uniti e Europa: "Non è una scelta, bensì è l'unica strada per proteggere la nostra sicurezza". Poi ha proseguito avvertendo che il rischio del ventunesimo secolo è quello di innalzare "nuovi muri". "L'America non ha partner migliore di voi, adesso è il momento di costuire un nuovo ponte per affrontare le sfide del XXI secolo. E' necessario abbattere tutti i muri".

"I muri tra vecchi alleati e l'altra parte dell'Atlantico non possono resistere - ha detto lo sfidante del repubblicano John McCain - I muri tra i Paesi che hanno di più e quelli che hanno di meno non possono resistere, non possono resistere i muri tra le razze, le tribù, gli immigrati e i nativi, tra cristiani, musulmani ed ebrei". Poi, durante un pasaggio successivo del discorso, ha detto "no" alla "proliferazione delle armi nucleari", "non possiamo permetterla".

Un riferimento lo ha dedicato, pertanto, all'Iran che "deve abbandonare le sue ambizioni atomiche militari". "Dobbiamo condividere i comuni valori dello sviluppo, ma anche imparare, reciprocamente, l'uno dall'altro. Dobbiamo investire nella cooperazione, costruire istituzioni più forti - ha insistito Obama - Perchè se molto è stato fatto per il progresso demcoratico e sociale delle nostre nazioni, il nostro compito non è affatto finito». «Dobbiamo unire gli sforzi per salvare il pianeta e agire con risolutezza. Riducendo le emissioni che inquinano la nostra atmosfera", sono state le parole con cui ha toccato il nodo dell'Ambiente. Obama, che ha serie possibilità di essere eletto come primo presidente nero nella storia degli Stati Uniti, ha preferito non citare esplicitamente il presidente repubblicano George W. Bush, sottolineando che lo "strappo" provocato dalla dura linea mantenuta durante la guerra al terrorismo e dal conflitto in Iraq, scatenati dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, può essere superato col ricorso a "ideali profondi di speranza" e attraverso "le libertà che sono il tessuto della società americana".

Obama non ha dimenticato il nodo dell'Afghanistan. "L'America non può farcela da sola - ha sottolineato il senatore dell'Illinois - Il popolo afghano ha bisogno delle nostre truppe e delle vostre truppe». Ribadendo così il suo impegno elettorale volto a proseguire l'opera a favore della stabilizzazione di Kabul, dopo la cacciata del regime talebano sul finire del 2001. "So che il mio Paese non è perfetto. Ci sono state occasioni in cui abbiamo dovuto lottare per i nostri diritti. E anche occasioni in cui abbiamo fatto degli errori. Ma questo non diminuisce l'amore che provo per la mia Patria", ha concluso Obama, salutato da applausi e da un bagno di folla nella sua prima tappa europea del suo tour internazionale, che oggi proseguirà a Parigi e sabato lo vedrà a Londra.

Per finire un aneddoto triste ma significativo. Un condannato a morte, giustiziato la notte scorsa nel Mississippi, ha esortato a votare per Barack Obama qualche minuto prima di ricevere l'iniezione letale. "A coloro che si oppongono alla pena di morte e vogliono che sparisca, dico che bisogna votare per Obama, perchè i suoi sostenitori lavorano per mettere fine a questa pratica", ha detto Date Leo Bishop secondo quanto riferisce il Clarion Ledger. E' giusto però precisare come Obama non abbia mai detto di essere contrario alla pena di morte.

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