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Il discorso di Sarah Palin a St. Paul

Sarah Palin, dopo il debutto da improbabile modella Vogue, si è presentata alla convention di St.Paul come una "esplosiva" mamma qualunque, nemica "dell'elite di Washington".

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La candidata repubblicana ha detto (ovviamente) sì: "Accetto la dura battaglia che ci aspetta" e ha ripetutamente attaccato Barack Obama, accusandolo di essere portatore di un cambiamento vuoto. Pochi minuti prima John McCain era stato votato ufficialmente come il candidato repubblicano alla Casa Bianca sulle note di un perentorio "So come catturare Osama Bin Laden e lo farò".

In un discorso di 40 minuti, Sarah ha puntato più volte l'indice contro Obama, ironizzando sulla sua passata esperienza di "organizzatore civico" e, di conseguenza, definendo superiore la propria di ex sindaco e governatore. "Ci sono candidati che usano il cambiamento per promuovere le proprie carriere e altri come John McCain che usano le loro carriere per promuovere il cambiamento".

La Palin ha coraggiosamente messo la propria storia in parallelo con quella di Harry Truman, un'icona dei democratici, un presidente che all'inizio della carriera era l'oscuro vice di Frankin D.Roosevelt. Ha poi insistito sulle proprie credenziali di esperta in questioni energetiche e ha ripetutamente assicurato che, con McCain, lancerà un vasto programma di trivellazioni, costruzioni di gasdotti, centrali nucleari ed energia pulita.

Nonostante il discorso graffiante, la notte del debutto della Palin sulla scena nazionale sarà comunque ricordata per il gran numero di gossip sulla candidata vicepresidente e per l'emergere di malumori su di lei all'interno dell'entourage conservatore. A dare sugello di veridicità a tali voci c'ha pensato un microfono lasciato aperto dopo un'intervista Tv a St.Paul

Ecco quindi, in presa diretta, i caustici giudizi di esponenti importanti del mondo conservatore. Mike Murphy, ex consigliere di McCain, e Peggy Noonan, influente opinionista del Wall Street Journal, sono stati sorpresi a ridicolizzare la scelta della Palin. "È finita", si è fatta scappare la Noonan, un tempo stretta collaboratrice di Ronald Reagan, parlando con Murphy e un intervistatore della Nbc al termine di un segmento in diretta. Non accortasi dei microfoni aperti, la Noonan ha ridicolizzato l'idea che la Palin sia la donna più qualificata per il posto di vice e si è detta convinta che i repubblicani si siano lasciati ingannare "da questa stronzata delle narrative", cioè dalla scelta di un personaggio solo perchè ha una storia personale convincente. "I repubblicani non sono bravi in queste cose - ha detto la Noonan - e se la sono giocata". "La grandezza di McCain - ha incalzato Murphy - non è il cinismo. E questo è cinismo".

Telecamere e obiettivi sono stati tutti per Bristol, la figlia diciassettenne incinta comparsa con al fianco il fidanzato Levi. "Nessuna famiglia è tipica, abbiamo le sfide di tutti", ha detto Sarah Palin, parlando tra l'altro dal figlio di cinque mesi nato con sindrome Down, che per tutta la serata è passato dalle braccia di Bristol a quelle di Cindy McCain, la moglie del candidato presidente.

Insomma, campagna elettorale sempre più agguerrita e senza esclusione di colpi bassi. I quattro candidati, entrati nel vivo di una contesa che avrà termine solo a novembre, hanno intrapreso una escalation fatta di immagini, messaggi e stimoli diretti "alla pancia" dell'elettorato USA. Speriamo non si esageri perchè, com'è noto, quando si sollecita troppo il basso ventre si rischia di assistere a epiloghi poco piacevoli.

 (foto © LaPresse)

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