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Il Fatto e Di Pietro rivelano: "Dal patron dell'Ilva soldi a Bersani e Forza Italia"

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Nei giorni in cui la città di Taranto è dilaniata tra la rivendicazione del diritto al lavoro e la difesa della salute dei suoi cittadini, alle polemiche sulla chiusura dell'Ilva da parte della magistratura si aggiungono quelle sul patron dello stabilimento e sui suoi rapporti con la politica italiana. A rivelare i passaggi di denaro, tutti leciti e registrati, tra la famiglia di Emilio Riva (in foto, ndr) e alcuni esponenti di primo piano di Montecitorio è il Fatto Quotidiano, seguito da un post al vetriolo di Antonio Di Pietro sul suo blog.

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Il quotidiano di Padellaro e Travaglio è andato a spulciare tra i resoconti sui contributi privati ai partiti, scoprendo che tra il 2006 e il 2007 il proprietario dell’Ilva ha elargito finanziamenti bipartisan: 245mila euro sono andati a Forza Italia, mentre 98mila euro sono stati destinati personalmente a Pier Luigi Bersani, che sarebbe diventato ministro dello Sviluppo economico del governo Prodi. Donazioni assolutamente regolari e registrate come previsto dalla legge in materia, ma certo le somme consistenti versate a destra come a sinistra non passano inosservate alla luce dei fatti di questi giorni.

Ma non ci sono solo gli assegni. Il Fatto fa notare come nel 2008 Riva si sia proposto nella cordata di imprenditori italiani per salvare Alitalia dal fallimento. Una mossa che, nonostante l'evidente rischio economico ammesso dallo stesso Riva, secondo il quotidiano mostra l'abilità politica del patron dell'Ilva, in grado di assicurarsi prima l'appoggio di un ministero strategico per il settore industriale (quello guidato da Bersani) e poi, col cambio di governo, un ruolo da protagonista in un'operazione da "salvatori della patria".

Sul suo blog, Antonio Di Pietro attacca con violenza il finanziamento dei partiti che, a suo dire, ha permesso all'Ilva di "avvelenare Taranto senza che la politica nazionale muovesse un dito per proteggere i cittadini e far rispettare la legge". Una pratica che nulla ha a che vedere con le donazioni spontanee e che secondo il leader dell'Italia dei Valori era parte di una precisa strategia: "Riva si è fatto bene i suoi conti. Ha capito che avrebbe risparmiato milioni di euro intervenendo sul sistema e rendendoselo amico con il denaro, piuttosto che mettendo in sicurezza i suoi impianti e bonificando l'ambiente che aveva inquinato". Per questo l'ex pm chiede che nella difficile gestione della vicenda che vede gli impianti fermi e la politica industriale siderurgica a rischio, i soggetti politici che sono stati "foraggiati" dal patron dell'Ilva non intervengano.

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