Excite

Il film anti-corano divide la Nato

Censurare o non censurare? E' questo il dilemma che si è trovato ad affrontare Massimo D'Alema con gli altri ministri degli Esteri dei Paesi Nato, riuniti ieri a Bruxelles relativamente a quello che ormai viene chiamato il "dilemma Wilders".

In Olanda il deputato populista Geert Wilders ha girato un film, ora in procinto di essere distribuito, spiccatamente anti-Corano, creando un conflitto tra i principi di libertà di espressione e le esigenze di non offendere il mondo musulmano in un momento delicato quale quello presente.

La posizione del Ministro D'Alema è ben chiara a riguardo: "Io non apprezzo che vengano offesi o colpiti i sentimenti religiosi di chicchessia - e prosegue - Non è mai una cosa apprezzabile, che vengano colpiti i sentimenti religiosi altrui: e lo sarebbe ancor meno in un momento delicato come questo".

Il suo vicepresidente Franco Frattini ha invece affermato che: "Wilders può dire e filmare ciò che ritiene più opportuno», assumendosi tutte le sue responsabilità individuali".

L'eurodeputato Mario Borghezio ha invitato il collega olandese a Strasburgo.

Il segretario della NATO, Jaap de Hoop Scheffer, afferma che qualora il film fosse diffuso sarebbero proprio i 43 mila militari in Afghanistan a farne le spese, divenendo un buon bersaglio per le ritorsioni degli estremisti, dopo aver visto il documentario che, secondo quanto annunciato dallo stesso Wilders paragonerebbe il Corano al Main Kampf.

Inoltre alla riunione di Bruxelles, preparatoria del vertice Nato che inizierà il 2 aprile a Bucarest, l'Afghanistan è stato al centro dei dibattiti anche per un'altra questione: Condoleezza Rice era stata inviata da George W. Bush a chiedere più uomini e più mezzi europei, ma la sua richiesta è rimasta inascoltata, anche se l'impegno fondamentale e a lungo termine della Nato è stato confermato, e i francesi dovrebbero giungere ad avere sul terreno 2.000 soldati.

Di Afghanistan si parlerà anche durante la Conferenza di Stabilizzazione che si terrà a Parigi, in giugno, a compimento di un'idea italiana.

La Nato deve anche decidere sul suo allargamento: mentre ieri quasi tutti gli europei, Italia compresa, hanno giudicato prematuro ogni passo per Ucraina e Georgia — per l'Abkhazia si tratta invece di un vero "no" — le possibilità non sono del tutte precluse per Croazia, Albania, e Macedonia ("sospesa" per ora, soltanto, dal veto greco sul nome) le quali saranno invitate tutte e tre al vertice di Bucarest. Riguardo al loro ingresso D'alema afferma che "sarebbe un fattore di stabilità e di sicurezza" per l'Europa.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016