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Nucleare, il governo fa un passo indietro

Il governo italiano sembra aver frenato sul nucleare. Dopo le parole del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo (leggi la news), la situazione ora sembra essere cambiata. Un po' hanno inciso le allarmanti notizie provenienti dal Giappone, un po' la cautela con cui si muove la Ue che sembra aver deciso di porre un freno allo sviluppo nucleare.

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A quanto pare ieri, poco dopo le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, a Montecitorio, nel corridoio di fronte alla sala del governo, il ministro dell'Ambiente ha avuto un confronto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

'E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne, ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese', sembra aver detto la Prestigiacomo. Al colloquio si è poi aggiunto il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani.

E proprio il ministro Romani ha fatto sapere che 'il Paese dovrebbe fermarsi un attimo a riflettere su quanto sta accadendo e su quello che dovrebbe avvenire'. Romani ha poi spiegato che, qualora il governo decidesse di andare avanti con il nucleare, i siti dove costruire le centrali saranno individuati in accordo con le regioni e le popolazioni locali. Ma il ministro ha sottolineato la necessità di fare approfondimenti sulla sicurezza. 'Oggi - ha detto Romani - c'è un'emergenza che è più importante di qualsiasi altra cosa: c'è la priorità assoluta di verificare la sicurezza di tutte le centrali esistenti in Europa e la Ue sta cercando di coordinarsi su questo anche svolgendo degli stress test sulle centrali'.

Il ministro ha spiegato poi che il governo procederà di concerto con l'Europa. D'accordo sulla necessità di una pausa anche il professor Umberto Veronesi, capo dell'Agenzia per la sicurezza del nucleare in Italia.

 (foto © LaPresse)

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