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Il governo studia l'aumento del canone Rai

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A quanto pare il governo sta studiando l'aumento del canone Rai per ovviare ai mancati introiti pubblicitari. Tante sembrano, infatti, le voci in perdita della tv di Stato. Ora poi che Michele Santoro se ne va (leggi la notizia), ci si dovrà scontrare anche con il mancato introito pubblicitario del prime time del giovedì su Raidue garantito da 'Annozero'. Bisogna ricordare, infatti, che nel corso della stagione televisiva che sta per concludersi, il programma di Santoro ha avuto una media di 5,8 milioni di spettatori, con uno share del 20,71. Con il taglio dei programmi si perdono introiti, diventa quindi necessario porre rimedio. Anche se a farne le spese sono i contribuenti.

L'impegno sembra essere stato preso dal ministro alle Comunicazioni Paolo Romani nel corso della telefonata di congratulazioni con il direttore generale Rai Lorenza Lei per essere riuscita a dare il benservito a Santoro. Nel corso del colloquio telefonico pare che la Lei abbia manifestato tutte le sue preoccupazioni circa il futuro dell'azienda e Romani abbia promesso un intervento del governo.

Il governo dunque aumenterà il canone? Potrebbe farlo. E potrebbe anche agganciarne il pagamento alla bolletta elettrica. Un modo per combattere l'evasione. Su questa ipotesi starebbe facendo leva la Lei.

Sembra quindi che il canone oggi a 110,50 euro subirà un'impennata. A quanto pare, infatti, l'aumento di 1,50 euro del 2011 non è stato sufficiente e i conti della tv di Stato continuano a scricchiolare.

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