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Il Kosovo proclama la propria indipendenza

Il Parlamento di Pristina ha approvato ieri la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo letta dal premier Hashim Thaci. "Il Kosovo è uno Stato sovrano, indipendente e democratico", ha annunciato il presidente del Parlamento, Jakup Kuasniqi, che ha firmato la dichiarazione insieme allo stesso Thaci e al presidente Fatmir Sejdiu.

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Un blogger italiano dal Kosovo

Una proclamazione unilaterale nel parlamento di Pristina, l'acclamazione dei deputati, decine di migliaia di persone in piazza tra bandiere albanesi, concerti e fuochi d'artificio. È nato così ieri il Kosovo indipendente, settimo Stato partorito dalla dissoluzione cruenta dell'ex Jugoslavia e dalle convulsioni etniche che l'accompagnarono nei Balcani degli anni '90. Una realtà che si separa dalla Serbia contro la strenua opposizione di Belgrado e di ciò che resta della minoranza serbo-kosovara, innescando nuove fibrillazioni diplomatiche tra Mosca e l'Occidente e accendendo già stasera focolai di tensione nell'inquieta città divisa di Kosovska Mitrovica. Tutto si è compiuto secondo copione. La dichiarazione d'indipendenza, la celebrazione albanese, la reazione oltraggiata della Serbia, l'incoraggiamento degli Usa e di molti Paesi europei, la vibrata protesta diplomatica della Russia. Senza spargimento di sangue o violenze, finora, se si esclude l'esplosione di una granata a ridosso delle rappresentanze di Ue e Onu nella roccaforte serbo-kosovara di Mitrovica nord. Ma in un clima di tensione che non annuncia uno scenario facile, almeno nell'immediato. E che alimenta, in prospettiva, l'allarme di un potenziale effetto domino: nel problematico mosaico balcanico, come anche altrove.

Le reazioni della stampa kosovara: C'è anche un "vaff..." in bella evidenza in prima pagina, riservato ai leader jugoslavi del passato, tra i titoli celebrativi dell'indipendenza del Kosovo pubblicati oggi dalla stampa locale, dopo una notte di festeggiamenti che qui - a differenza di quanto accaduto per le proteste in Serbia - non ha prodotto incidenti di rilievo. Accanto ad aperture più scontate come 'Il Kosovo è liberò o 'Il Kosovo è una repubblicà, ecco spuntare l'edizione speciale del giornale Express laddove campeggiano le foto di tre personaggi al potere in epoche storiche diverse a Belgrado: Nikola Pasic, uomo forte della Jugoslavia monarchica al principio del XX secolo; il maresciallo Tito, fondatore della Jugoslavia socialista dopo la II guerra mondiale; e Slobodan Milosevic, conducator degli anni della disgregazione fino al 2000. Tutti e tre sbeffeggiati da un cubitale 'Fuck yoù. L'intento dichiarato, stando al redattore capo della testata, sarebbe quello di rappresentare il grido liberatorio degli albanesi-kosovari contro il passato jugoslavo, incarnato da tre dei suoi maggiori esponenti. Perchè - ha spiegato il giornalista - «l'ideologia jugoslavista, in qualsiasi forma espressa, ha sempre ispirato regimi autoritari con tentazioni dittatoriali sul Kosovo».

La proclamazione d'indipendenza del Kosovo arriva a poco più di un mese dal nono anniversario della guerra Nato contro l'allora Federazione jugoslava, che ha posto le premesse degli avvenimenti di oggi. Il 24 del 1999, i caccia americani si levarono in volo per colpire bersagli situati in territorio jugoslavo: aveva così inizio la campagna militare voluta dall'Alleanza atlantica per fermare la catastrofe umanitaria che aveva coinvolto centinaia di migliaia di profughi albanesi in fuga dai combattimenti e dalle persecuzioni etniche del regime di Belgrado. E dopo che la comunità internazionale aveva fatto un ultimo tentativo di mediazione con i negoziati di Rambouillet, per convincere la Serbia a concedere un'ampia autonomia alla provincia, tentativo fallito il 23 febbraio. La campagna durò 78 giorni. I bombardamenti, che colpirono duramente anche la capitale serba, vennero sospesi il 10 giugno, all'indomani dell'accordo per un completo ritiro delle forze militari serbe dal Kosovo, undici settimane dopo l'inizio dei raid, e dopo l'approvazione della risoluzione 1244 dell'Onu, in base alla quale la provincia veniva posta sotto «l'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite".

Intanto la Serbia si prepara ad esprimere il proprio dissenso. Una grande manifestazione popolare contro l'indipendenza proclamata oggi dal Kosovo si terrà a Belgrado il 21 febbraio prossimo. L'annuncio è giunto ieri sera al termine di una riunione urgente nella capitale tra il presidente serbo Boris Tadic, il premier Vojislav Kostunica e il leader del maggiore partito dell'opposizione ultranazionalista Tomislav Nikolic. Come ha riferito l'agenzia Tanjug, oltre alla manifestazione di giovedi prossimo - che sarà organizzata da governo e partiti politici - nella riunione a tre di ieri sera è stato anche concordato di tenere quanto prima una seduta del parlamento serbo. Il presidente Tadic oggi prenderà parte a New York ai lavori del consiglio di sicurezza dell'Onu sull'indipendenza del Kosovo.

Il video contributo della rete - Sei filmati da Pristina a New York
Kosovo : Inking independence
Kosovo : Declaring independence
Kosovo : Street celebrations
kosovo independence party
KOSOVO INDEPENDENCE NYC
KOSOVO IS FREE

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