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Il lungo giorno degli Indignati: la protesta di Roma

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Parola d'ordine: resistere. Gli Idignati che da ieri alle 16 occupano via Nazionale, a Roma, hanno deciso di continuare la loro protesta pacifica a oltranza e in tarda serata hanno montato tende e srotolato sacchi a pelo. Solo una decina delle centinaia che per ore hanno animato con canti e balli il tratto di strada che porta alla sede di Bankitalia, ma decisi a rimanere tutta la notte, nonostante lo sgombero della polizia.

La giornata era iniziata con un raduno organizzato a pochi metri da palazzo Koch, blindatissimo da decine di camionette, mezzi antisommossa e agenti in attesa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del governatore Mario Draghi. Studenti, lavoratori, precari e artisti si sono assiepati intorno al cordone di sicurezza mentre tre giovani dell'Università la Sapienza consegnavano al Capo dello Stato una lettera.

Missiva dai contenuti ignoti, ma immaginabili. I 'draghi' - dal nome delle mascherine di carta indossate dai manifestanti, che chiedono il diritto all'insolvenza e il default programmato - hanno infatti scelto la strada dell'occupazione di piazza e della resistenza passiva per esprimere la loro rabbia e affermare che non hanno intenzione di pagare "per una crisi che non abbiamo creato noi".

L'intenzione è chiara: presidiare almeno fino a sabato 15 ottobre, data prevista per la manifestazione del 'global change', il grande corteo che attraverserà tutta Roma, da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni. "Da qui non ce ne andremo. Indietro non si torna" è la dichiarazione di intenti che nel pomeriggio di ieri ha determinato la scelta di accamparsi in via Nazionale.

Così, tra una birra, una lettura al giornale e confronti su quanto fatto e su come continuare, gli Indignati hanno trascorso tranquilli la giornata fino a mezzanotte. A quell'ora infatti la polizia decide di provare a disperdere i manifestanti: muove le camionette, si attrezza come per prepararsi allo scontro. Fortunatamente la piazza risponde con ordine e - dopo un paio di tentativi di mediazione con la Digos e la Questura - la decisione è quella di inscenare un sit in e resistere passivamente.

Le forze di polizia decidono allora di sgomberare e dopo avere chiuso su quattro lati il tratto di via Nazionale occupato, iniziano a sollevare i manifestanti uno a uno, identificandone alcuni e spostando la maggioranza sulle scale del Palazzo delle Esposizioni, dove i 'draghi' decidono di trasferire l'accampamento e dove per oggi a mezzogiorno è stata annunciata un'assemblea, mentre alle 16 è prevista una conferenza.

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