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Il ministro sullo spot di Aldo Giovanni e Giacomo: "Fa girare le scatole"

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Succede in Italia che anche uno spot, apparentemente innocuo e simile a tanti altri, diventi per i nostri politici argomento su cui discettare: protagonista dell'ultima curiosa incursione nel mondo dei media è il (semisconosciuto, in verità) ministro delle Politiche agricole e forestali del governo tecnico, Mario Catania, che si è scagliato contro la rappresentazione del mondo bucolico fornita dallo spot Wind che vede protagonisti Aldo Giovanni e Giacomo.

Lo spot di Aldo Giovanni e Giacomo attaccato dal ministro: guarda il video

Cosa avrà mai urtato la sensibilità del Ministro è presto detto: il classico topos della contrapposizione tra città e campagna, reinterpretato in chiave comica dal trio di attori a contorno dell'offerta estiva di Wind per i cellulari, non ha divertito per niente il titolare del dicastero dell'Agricoltura. E a margine della firma del referendum per la difesa del suolo agricolo nel territorio comunale di Roma, Catania ha pensato bene di rilasciare ai giornalisti una dichiarazione in merito.

"Mi fa davvero girare le scatole quello spot pubblicitario di una compagnia telefonica che sta passando in questi giorni, perchè purtroppo vedo con fastidio che continua ad esistere lo stereotipo dell’agricoltore come soggetto marginale", ha dichiarato il Ministro visibilmente irritato. Quello che proprio non sopporta dello spot in questione (che in realtà fa parte di un'intera campagna della Wind) è il luogo comune dell'uomo di campagna dagli atteggiamenti ruspanti, definito un "villico", in eterna contrapposizione con l'immagine del signore di città. "Non capisco come si possa concepire soltanto una roba del genere. In questo Paese c’è stata una sottocultura dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione molto pesante e marcata. Abbiamo vissuto una fase di 30-40 anni in cui per i giovani lavorare in agricoltura era considerato scandaloso e repellente, ma oggi c’è un nuovo e diverso atteggiamento.".

Un problema culturale dunque, quello sollevato da Catania, secondo il quale lo spot alimenterebbe un atteggiamento sprezzante nei confronti del mondo agricolo e di chi ne fa parte. Esagerato? Forse. Quel che è certo è che nella giornata dell'emergenza incendi a Palermo che ha distrutto una delle più belle aree naturali siciliane e a poche ore dall'alluvione in Alto Adige che ha ucciso due persone, la pubblicità poteva aspettare.

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