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Il Pdl cambia nome: arriva il "centrodestra italiano"

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Con l'esplosione dello scandalo in Regione Lazio e la questione morale che si fa sempre più evidente, il Pdl è sembrato sull'orlo della scissione. Così ci ha pensato il grande capo, il leader Silvio Berlusconi, a dare una svolta lanciando una nuova parola chiave: resettare. Il partito va archiviato, bisogna azzerare il gruppo dirigente e creare liste innovative: sarebbe questa la ricetta di Berlusconi per salvare quel che resta del Pdl.

Alemanno boccia il simbolo Pdl: guarda il video

Un'esperienza che ormai è riconosciuta come fallimentare dagli stessi esponenti del partito: se tutti sono d'accordo con una riforma che passi attraverso un nuovo nome e un nuovo simbolo, alcuni sembrano quasi fare il verso a Renzi e mutuare il suo inno alla rottamazione. La pasionaria Daniela Santanchè ha apertamente parlato di "prodotto scaduto", mentre Nunzia De Girolamo ha definito il Pdl un "esperimento di laboratorio non riuscito".

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La bocciatura più netta è arrivata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, che è parso piuttosto preoccupato dall'ipotesi di ripresentarsi alle elezioni per il Campidoglio con un simbolo screditato come quello del Pdl, che ormai nel Lazio è irrimediabilmente collegato allo scandalo Fiorito: "Dobbiamo ricominciare da capo e non fare solo operazioni di lifting. O si fa sul serio o ognuno per conto proprio - ha rilanciato Alemanno ai microfoni di Sky - Non sarebbe opportuno presentarsi, almeno su Roma, con la lista Pdl".

Lo stesso Berlusconi, nel vertice di giovedì con i dirigenti del partito, avrebbe parlato di archiviare l'esperienza del partito e rifondare il centrodestra a partire da un movimento: "Non ho intenzione di cacciare nessuno, ma l'obiettivo a cui miro è quello di dar vita un nuovo progetto in grado di essere più competitivo alle prossime elezioni". Una tesi accreditata da tutti i giornali vicini al Cavaliere, che parlano di addio al Pdl, mentre già filtrano le indiscrezioni sul nuovo nome da dare al partito: via le sigle e i riferimenti alla libertà, tantomeno un ritorno al passato con Forza Italia. Piuttosto un nome più generico e neutro come "centrodestra italiano".

Il centrosinistra verso le primarie: ecco le nuove regole

La "rivoluzione azzurra", come l'ha chiamata Il Giornale, dovrebbe celebrarsi nell'Assemblea straordinaria del 2 dicembre: una data scelta non a caso, visto che cade dopo le elezioni siciliane e prima di quelle del Lazio (le più temute), oltre che nel giorno dell'eventuale ballottaggio delle primarie del centrosinistra. L'Assemblea dovrebbe ribattezzare il centrodestra berlusconiano in nome dello spirito del '94, con l'idea di un partito leggero e sburocratizzato, probabilmente con la previsione di varie liste civiche, da federare in un movimento liberale in grado di attirare facce nuove, possibilmente personalità del mondo dell'imprenditoria.

Sulla candidatura a premier non è ancora chiaro quali siano le reali intenzioni del Cavaliere: nel partito c'è chi plaude al suo ritorno e chi lo teme, mentre dalla base dei Formattatori, i giovani amministratori del Pdl, ci si chiede se davvero una rinascita del partito possa passare dall'Assemblea dei dirigenti. In fondo sono loro i principali responsabili del fallimento del progetto politico.

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