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Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini si dimette: è indagato

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Continua l'Operazione del Governo volta a rendere meno tecnici (e più "politici") i propri membri. Dopo le dimissioni del Sottosegretario Carlo Malinconico rassegnate il 10 gennaio scorso, a causa di un suo soggiorno all'Argentario pagato da Vincenzo Piscicelli, in nome di "etica e trasparenza" (resterà alla storia la dichiarazione alla Scajola: "Pagò a mia insaputa"), è il turno del Sottosegretario alla Giustizia della Ministro Severino.

Andrea Zoppini, 46 anni, curriculum aureo, uno dei più giovani sottosegretari del governo Monti e anche uno dei più ricchi, si è dimesso in seguito alla notizia di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Verbania per concorso in frode fiscale e dichiarazione fraudolenta.

Alla faccia della lotta dura contro gli evasori, verrebbe da dire. Zoppini è accusato di aver aiutato, nei panni di consulente, alcuni imprenditori del novarese a realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale. Per questa sua consulenza, ipotizzano inoltre gli inquirenti, avrebbe ottenuto compensi in nero e su conti esteri.

La reazione dimissionaria del giovane sottosegretario è stata immediata: "Ho piena fiducia nell'operato della magistratura - ha detto l'ex sottosegretario confermando l'avviso di garanzia - e ritengo di poter chiarire ogni aspetto che mi riguarda" in relazione "a vicende delle quali mi sono occupato professionalmente anni fa". "Ritengo però - ha aggiunto - che la situazione che si è creata sia oggettivamente incompatibile con la funzione di sottosegretario al ministero della Giustizia". E dunque, conclude, "per non pregiudicare l'azione del Governo e del ministro della Giustizia, che ringrazio per la fiducia che mi hanno voluto accordare, ritengo necessario rassegnare le dimissioni".

Grande apprezzamento da parte del Guardasigilli Paola Severino: "Esprimo la mia fiducia e il mio profondo apprezzamento per il proficuo lavoro svolto dal professor Andrea Zoppini in questi mesi in qualità di sottosegretario. Ho accolto con dispiacere le sue dimissioni che, nonostante le mie insistenze, ha ritenuto di dover confermare" [...] "Comprendo - ha concluso il ministro - la sua esigenza di poter così far valere pienamente le proprie ragioni nella sede appropriata". Poi il Ministro ha precisato: "Io sono garantista, nessuno dovrebbe dimettersi per un avviso di garanzia" [...] "Ho insistito perchè restasse ma lui ha insistito per dimettersi e ha vinto il braccio di ferro".

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