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Il vertice Fao congestiona Roma, Ahmadinejad tutto il resto

Sono scattate alle 7 le misure per allontanare il traffico dalla zona del Circo Massimo, dove, nel palazzo della Fao, sta avendo luogo il vertice mondiale sull'emergenza alimentare che durerà tre giorni. Subito il traffico automobilistico nelle zone limitrofe all'area interdetta, particolarmente intenso anche per la giornata di pioggia, si è congestionato. Massiccia la presenza delle forze dell'ordine. Tutta l' area compresa tra il Circo Massimo e le Terme di Caracalla è a disposizione esclusiva di capi di Stato, delegazioni internazionali, addetti ai lavori, blindata da forze dell'ordine e off-limit per i romani.

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Ahmadinejad, il suo blog e l'ironia del web

Il vertice Fao non ha però congestionato solo il traffico della capitale. La presenza del leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha esordito oggi affermando: "Nel nome di Dio, voglio tanto bene al popolo italiano, che è tanto ricco di civiltà e di storia" (...) "I nostri due popoli hanno molte comunanze storiche", ha infatti scatenato reazioni di protesta dall'Italia e dal Mondo creando svariati "ingorghi e interrogativi diplomatici". Vediamone alcuni:

Veltroni: "La presenza al vertice Fao del presidente iraniano Ahmadinejad, dopo le sue gravissime dichiarazioni e minacce verso l'esistenza stessa dello stato di Israele, sta suscitando forti perplessità e proteste a cui si unisce anche quella mia e del Partito democratico". (...) "Ad Ahmadinejad deve esser chiara la ripulsa dell'Italia e della comunità internazionale verso posizioni come la sua". "Il Medio Oriente ha bisogno di pace e di sviluppo, che si costruiscono soltanto con la sicurezza per tutti gli stati e i popoli. Il riconoscimento pieno di Israele è un passo obbligato per chi lavora per la pace in questa tormentata area del mondo -aggiunge Veltroni- Il presidente iraniano non può sperare che la comunità internazionale si abitui alle sue minacce. L'Italia si impegni perchè Ahmadinejad abbandoni le sue gravissime posizioni, l'Iran rinunci ad ogni ipotesi di uso militare del nucleare e collabori pienamente con la comunità internazionale e le sue istituzioni sul nucleare civile".

Pannella: "Sarà opportuno stringergli la mano, sì o no?". Lei che dice, Pannella?" "Dico che, intanto, c'è un aspetto, come dire?, protocollare". Quindi formale. "E la forma, in ambito diplomatico, ha un suo peso. Perciò è chiaro che se ti ritrovi seduto a un tavolo dove siede pure il capo di uno Stato che tu, in qualche modo, non riconosci per gli atti che compie, coerenza vorrebbe che non ci fossero strette di mano. Però...». C'è un però. «C'è che la conferenza della Fao è anche e soprattutto un evento politico. E la politica vive di comunicazione, di simbologie precise. E perciò io non escludo che poi le strette di mano ci saranno. Saluteranno il leader iraniano e, scommetto, anche il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe".

Cossiga: "Se non si vogliono compromettere con un atto di scortesia e di presunzione non solo i nostri rapporti economici e commerciali con l'Iran, ma anche la vita dei nostri militari in Afghanistan, che andrebbero ritirati al più presto, ho consigliato al ministro Frattini di smetterla di fingere di essere una grande potenza accettando la provocatoria proposta di Bush che ci vorrebbe unici alleati nel comitato che deve trattare con l'Iran sul nucleare".

Piero Marrazzo: "Non so se avrò la possibilità di essere questa sera in Campidoglio, ma ho una posizione precisa: un no secco a Ahmadinejad quando parla della necessaria distruzione dello stato di Israele".

Ahmad Rafat, vicedirettore ADNKRONOS INTERNATIONAL (al quale è stato fisicamente impedito l'accesso al vertice Fao di Roma con il ritiro dell'accredito e del pass): "Considero molto grave che la censura di Ahmadinejad arrivi fino a Roma e che impedisca ad un giornalista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti italiani e dirige un'agenzia italiana, non possa esercitare la propria professione perchè ha opinioni negative, come moltissimi italiani, su un governo che ha chiuso oltre cento giornali in due anni e ha lasciato senza lavoro oltre mille giornalisti". È molto grave - sottolinea Rafat - che la Fao,un organismo internazionale ospitato dall'Italia, si renda complice di un personaggio e di un regime che le associazioni giornalistiche internazionale come Reporter Sans Frontieres ha definito come il peggior nemico della stampa".

Gasparri: "Avevamo auspicato nei giorni scorsi, anche attraverso le pagine del quotidiano, che la presenza del presidente iraniano potesse essere una ritrovata occasione di confronto ed un passo in avanti verso il processo di pacificazione tra israeliani e palestinesi. Il presidente Ahmadinejad sembra voler invece usare l'importantissimo vertice Fao sulla crisi alimentare come ulteriore vetrina per i suoi eccessi contro Israele. Quella che doveva essere un'occasione propositiva e di risoluzione rischia di trasformarsi in uno scenario di accuse e veleni. Porteremo in piazza - ha concluso Gasparri - la voglia di dire no ad ogni forma di estremismo".

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