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#ilConfrontoPd: Matteo Renzi parla da candidato premier, Cuperlo nostalgico di sinistra, sorprende Pippo Civati

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di Claudia Gagliardi

A un anno di distanza dall'ultimo Confronto per le primarie del centrosinistra, va in scena su SkyTg24 un nuovo dibattito in vista delle consultazioni dell'8 dicembre, in cui elettori ed iscritti del Partito Democratico sono chiamati ad eleggere il nuovo segretario. Un Matteo Renzi più misurato del solito, attento a gestire un vantaggio netto rispetto agli altri candidati, incalzato da un Gianni Cuperlo alla ricerca della rimonta possibile e da un sorprendente Pippo Civati che si guadagna il maggior numero di commenti ed apprezzamenti in rete, dove il dibattito ha tenuto banco con l'hashtag #ilConfrontoPd.

#ilConfrontoPd, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati si sfidano in vista delle primarie: le foto

In vista delle primarie dell'8 dicembre ci si sfida in diretta tv sul palco dell'X Factor Arena, di fronte a circa 600 spettatori, con 100 supporter per ciascuno dei tre candidati. A Gianluca Semprini il ruolo di arbitro del dibattito, organizzato intorno a regole rigide, domande secche e ritmo serrato (un minuto e 30 secondi per ciascuno), più una serie di novità che vanno dal 'fact checking' live al 'voting' e all'applausometro per i telespettatori. E' un classico confronto all'americana in cui vince chi convince, possibilmente con risposte chiare e mirate.

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In questo senso a primeggiare è Pippo Civati: netto nelle idee, diretto e mai artificioso nelle risposte, nessuna incertezza e giudizi più trancianti rispetto agli altri, sono le sue chiavi per intercettare un elettorato in gran parte deluso dal Pd degli ultimi anni e probabilmente attratto dalle istanze del Movimento 5 Stelle o dall'astesionismo. Gianni Cuperlo si conferma intellettuale colto e fine conoscitore dell'arte della politica, deciso a richiamare l'elettorato verso i valori di una sinistra che pare smarrita nei programmi e nelle idee, pur senza dimenticare le responsabilità di un partito come il Pd che al momento tiene le redini del governo. E poi c'è Matteo Renzi: è il super favorito, ha vinto la sfida nei circoli e si appresta a vincere quella delle primarie dell'8 dicembre, è consapevole di doversi giocare la carta del vantaggio, lo fa evitando gli eccessi e sfoderando gli slogan che ha portato sul palco della Leopolda non meno di un mese fa, ma senza aggressività e lasciando perdere la ricerca della battuta a tutti i costi.

In un'ora e mezza di dibattito si passa dai temi dell'attualità ai programmi per il futuro, dal Pantheon di ciascuno alla ricetta per vincere le elezioni. Matteo Renzi parla da candidato premier più che da candidato alla segreteria del Pd, si rivolge ad una platea più vasta di quella dei suoi avversari, punta a richiamare al voto delle primarie non solo il popolo della sinistra, ma anche quello di chi non ha mai votato Pd. Il sindaco di Firenze non si pone in contrapposizione con Letta e ammorbidisce i toni sul governo, cui dà un voto sufficiente. Favorevole alla patrimoniale ma "solo dopo che la politica dà il buon esempio e inizia a tagliare lei, dopo che torna la legalità nella pubblica amministrazione, dopo che il fisco è chiaro, poi si può chiedere un grande contributo". Cauto sui diritti civili, per "non impantanarsi sulla parola matrimonio" in riferimento alle coppie gay. Favorevole alle privatizzazioni purchè "fatte bene" e non alle svendite come "Telecom e Alitalia. Priva di privatizzare e dismettere, bisogna cambiare il modo di concepire l'economia in questo Paese". E su Berlusconi: "Sono vent'anni che ci detta l'agenda e ci dice di cosa dobbiamo discutere. Basta, sogno una sinistra che vinca e convinca". Nel suo Pantheon ci sono Meme Auzzi, segretario dei Ds di Firenze e sindaco di Incisa, scomparso nel 2006, e Don Primo Mazzolari.

Gianni Cuperlo punta tutto sui temi dell'economia e della disoccupazione e sui valori tradizionali della sinistra: non ha paura di parlare dell'Italia come di un paese che affronta "la più grave crisi economica della sua storia unitaria". All'operato del governo si spinge a dare un voto "più che sufficiente", ma si schiera a favore di una patrimoniale da realizzare subito: "Io sono per una patrimoniale, specie oggi che il Paese sta soffrendo: la crisi l’hanno pagata i poveri, sarebbe giusta in senso redistributivo". Favorevole ai matrimoni omosessuali perchè "estendere i diritti civili non è mai un gioco a somma zero, aiuta tutti". L'era di Berlusconi è auspicabilmente finita per Cuperlo, perchè "non esiste una sola altra realtà dell'Occidente dove un unico leader politico resti sulla scena ininterrottamente per venti anni". Nel suo Pantheon, da esponente storico dell’ex Pci, non poteva non esserci Enrico Berlingeuer, e la sua "concezione alta della politica e dell'etica pubblica", ma anche Rosa Parks, la donna di colore che nel 1955 si rifiutò di cedere il posto ad un bianco su un autobus, figura simbolo della lotta all'apartheid.

Pippo Civati è il più controcorrente di tutti, ma dimostra di non essere solo un outsider e di potersi giocare la carta del rinnovamento come e più di Renzi. Negativo il suo giudizio sul governo Letta, "sotto la sufficienza, ma non per colpa di Letta o dei ministri, per colpa dell’impianto che no funziona". Una patrimoniale e la lotta all’evasione fiscale con l’abbassamento delle tasse sul lavoro, meno spesa pubblica e anagrafe dei patrimoni è la ricetta di Civati per un fisco che sia più progressivo. Decisamente a favore dei matrimoni omosessuali, con la totale uguaglianza tra coppie etero e gay, tema che il Pd dovrebbe discutere senza "reticenze e imbarazzi". Ha scarsa fiducia in un qualche cambiamento nel centrodestra anche dopo la decadenza di Berlusconi: "Sarà ancora il nostro avversario, non è cambiato granché. Si presenterà come fanno gli imprenditori dalle mie parti: 'Berlusconi & figli', 'Berlusconi & eredi'. Noi facciamo le primarie, loro fanno le 'ereditarie'. Non mi fido di Alfano, dicono che sono cugini. E sono cugini di campagna. E la campagna è quella elettorale". Nel suo Pantheon ci sono "persone ancora vive" come il sindaco di New York Bill De Blasio e il sindaco antimafia di Monasterace Maria Carmela Lanzetta che si è dovuta dimettere: "Ma io non la metto nel Pantheon: è candidata con me, la porto nella direzione del partito".

Un Renzi che sveste i panni del rottamatore e si presenta con un profilo più istituzionale, inseguito da un Cuperlo che i numeri danno non troppo indietro rispetto al sindaco di Firenze, ma certamente meno empatico e non in grado di trascinare un elettorato che non sia lo zoccolo duro della sinistra. Vincitore del dibattito tv è senza dubbio Pippo Civati, come risulta anche dal sondaggio post-confronto di Sky: brillante e ironico, deciso e senza sbavature nella comunicazione, forte delle sue posizioni più radicali rispetto agli avversari, sicuramente il più abile a ristabilire un contatto con l'elettorato (in gran parte deluso) del Pd e deciso a vincere nonostante parta da ultimo. L'appuntamento decisivo è alle primarie dell'8 dicembre.

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