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I'M PD: Veltroni, il video viral e le critiche della blogosfera

E' online da due giorni "I'M PD", il nuovo video-spot-viral del Pd milanese dedicato al buon Veltroni e ai suoi slogan italo - americani tutti pane e Obama. Il tono e "il livello" lo apparentano al discusso "Menomale che Silvio c'è".

Ma, prima di tutto, vediamo il filmato:

SI PUO' FARE con Walter - I'M PD


Uno spot di questo tipo, di solito, nasce in rete e per la rete ma, come sottolinea Antonio Sofi su Spindoc, questo video sembra avere come fine ultimo il far parlare di sé fuori dalla rete: "(...) il video del PD YMCA avrà successo. Diventerà facilmente uno dei video politici più visti su YouTube italico di questo scorcio di fine campagna. E verrà probabilmente ripreso dai media 'tradizionali'. La domanda è semmai se vale comunque la logica del 'tutto bene purché se ne parli'. E se vale anche per i fenomeni di Rete".

La domanda è: ha senso produrre uno spot elettorale, palesemente artigianale e leggero, senza dire subito che si tratta di un lavoro di poche settimane, ad opera di giovani volontari con un budget di 70 euro? E' ancora Sofi a bacchettare: "(...) quello che è mancato a questo video è una efficace definizione del contesto comunicativo. La capacità di comunicare prima ancora che si prema il pulsante play cosa si sta andando a vedere. (...) cercando in giro ho trovato il blog di uno dei suoi autori, in cui si scrive 'Ecco il video che abbiamo realizzato con i ragazzi di 02PD. 3 settimane di lavoro, 70 euro di budget e tanta passione'. Ecco. Era questa esattamente la cosa da scrivere accanto al video su YouTube".

Nota finale: il Partito Democratico ha avuto, sin da subito, problemi tecnici col proprio "elettorato gay". L'ala cattolica del Pd ha mostrato fisiologici dissensi per alcuni apparentamenti poco ortodossi. Che la scelta di YMCA, famosa e ballatissima canzone dei Village People, celebrazione musicale della Young Men's Christian Association (Associazione Giovanile Maschile Cristiana) con noto ed esplicito riferimento all'omosessualità diffusa nelle organizzazioni di questo tipo, non voglia essere una sintesi, in note, della complessa e promiscua situazione interna al partito di Walter?

Provocazione a parte, riportiamo alcuni commenti al video tratti dalla blogosfera:

Manteblog: "Il grassroot multimedia del PD produce mostri".

Akille.net: "(...)a me lo spot “para-demenziale” e festaiolo della sezione milanese del Partito Democratico fa ridacchiare e mette una certa allegria. Certo si poteva fare meglio, si poteva fare più corto, si poteva fare più palesemente autoironico, però si poteva fare anche peggio, e dall’altra parte schierano comunque Meno male che Silvio c’è".

Casaizzo: "Perché? Perché? Mi chiedo solo questo. Un povero cristo ce la mette tutta a farsi piacere il nuovo che avanza, a turarsi il naso di fronte ai compromessi più o meno devianti che loro mettono in atto. E poi arrivano questi dementi da Milano. Ma non si rendono conto che si mettono allo stesso livello di quegli altri?".

EmmeBi: "Si può fare di peggio? Nella volata finale della campagna elettorale pare che la parola d'ordine sia "più si è trash e meglio è".

Suzukimaruti: "Sì sì, parlate pure male del partito-monolite e del partito-chioccia. Parlate pure male del centralismo democratico, dei comitati centrali, della seriosità filosovietica. Poi però vi beccate questo. E già me lo vedo Giancarlo Pajetta che si rigira nella tomba gridando 'Ve l’avevo detto io'!".

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