Immigrazione clandestina, la preoccupazione di Maroni

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è preoccupato. Quello dell'immigrazione clandestina è un problema che sta diventando sempre più grande ed importante. L'Italia, presto, potrebbe trovarsi a dover gestire un esodo da 80mila persone. La popolazione fugge dal Nordafrica in rivolta, ma il nostro Paese non è in grado di affrontare quello che, a più riprese, è stato definito un vero e proprio 'esodo'. Così Maroni sta cercando aiuto. La Protezione Civile è stata mobilitata, 200 uomini dell'esercito sono stati messi in preallarme e, soprattutto, sono stati chiesti 100 milioni di euro all'Unione Europea. E proprio ieri si è consumato uno scontro tra il commissario agli Affari interni dell'Unione Europea, Cecilia Malmstrom, e il nostro ministro dell'Interno.

Intanto oggi Maroni, insieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si trova in Sicilia. Come fatto sapere dal Viminale, il ministro dell'Interno e il premier hanno deciso di recarsi sull'isola 'per visitare vicino a Catania una struttura da utilizzare per l'accoglienza degli immigrati tunisini'.

Dall'arrivo a Lampedusa di oltre 5mila tunisini sono trascorse 36 ore, la situazione al momento sembra abbastanza tranquilla, ma nella notte nel ragusano sono sbarcati una cinquantina di immigrati egiziani, mentre Pantelleria sembra essere stata raggiunta da sette tunisini. Il dramma dei migranti non si ferma.

Dopo il vertice del Comitato per l'ordine e la sicurezza al Viminale, che si è svolto ieri sera, il ministro dell'Interno ha reso noti i numeri dell'emergenza e ha spiegato le nuove misure adottate. Maroni ha fatto sapere: 'Dal 15 gennaio sono sbarcati in Italia 5278 immigrati di cui 66 minori. Si sono dichiarati tutti tunisini. Sono stati arrestati 26 scafisti e 41 natanti sono stati sequestrati. Al momento non ci sono stime. Ma se va avanti così rischiamo di superare gli 80mila arrivi. E' per questo che l'intervento è necessario e urgente. Questa crisi è come il terremoto dell'Abruzzo, per questo abbiamo mobilitato la Protezione Civile. Quanto ai militari, è stato deciso nel Comitato di oggi di chiedere al governo una disposizione per un contingente di 200 soldati in più oltre a quelli già assegnati per i controlli'.

Parlando della polemica con il commissario agli Affari interni dell'Unione Europea, il ministro dell'Interno ha poi spiegato: 'Ho parlato con lei sabato e mi spiace che ci sia stata questa polemica. La mia critica non era rivolta a lei ma all'Europa nel suo insieme che non ha detto finora una parola forte e ha lasciato l'Italia gestire questo problema da sola. La voce e la pressione dell'Europa sono fondamentali per gestire questo fenomeno che non è normale, ma deriva da una crisi politica e sociale. Se non si interviene sul piano dei rapporti politici rischiamo una crisi che non è prevedibile. Non si deve intervenire sul piano della forza pubblica, ma sul piano politico. Per questo ho sollecitato l'intervento della Ue'. Maroni ha poi fatto sapere che il premier Berlusconi ha telefonato al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, illustrando la criticità della situazione e chiedendo un Consiglio europeo sulla questione immigrazione.

 (foto © LaPresse)

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