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La Tunisia dice no alla polizia italiana sulle sue coste

Dopo gli scontri per la cosiddetta 'guerra del pane', che ha determinato la fuga dell'ormai ex presidente Ben Ali, la Tunisia è ora al centro dell'attenzione per il flusso di immigrazione clandestina verso l'Europa, in particolar modo verso il nostro Paese. A tal riguardo l'Italia si è resa disponibile a dispiegare forze di polizia sulle coste del Magreb, ma il Paese nordafricano ha respinto 'qualunque ingerenza nei suoi affari interni'.

Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha parlato di 'esodo biblico', riferendosi all'ondata di immigrazione clandestina proveniente dalla Tunisia. Ma il governo tunisino non vuole ingerenze negli affari interni, anche se le autorità di transizione della Tunisia si sono dette 'pronte a cooperare' con gli altri Paesi per arginare il fenomeno.

Questo pomeriggio il ministro degli Esteri Franco Frattini sarà a Tunisi per sottolineare la necessità di un'azione congiunta da parte dei due governi. Parlando ai giornalisti, Frattini ha detto: 'Sono certo che la collaborazione tra i nostri due Paesi riprenderà più forte di prima. Finora il meccanismo ha funzionato e vogliamo ripristinare quel meccanismo che fino a un mese fa aveva portato a zero l'immigrazione clandestina'.

Il ministro ha poi spiegato che l'Italia è pronta a collaborare con la Tunisia, per fermare l'imponente flusso di immigrazione clandestina, con 'un aiuto logistico, equipaggiamento per le forze di polizia e la messa a disposizione di strumenti importanti, sia navali sia terrestri, per il pattugliamento della costa tunisina'.

 (foto © LaPresse)

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