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Immigrazione, a Lampedusa un barcone finisce contro gli scogli

Proseguono gli sbarchi di migranti sull'isola di Lampedusa. Nella notte tra sabato e domenica un barcone con circa 528 migranti si è incagliato sugli scogli a poca distanza dal porto dell'isola. Tra le persone a bordo dell'imbarcazione molte donne, 24 delle quali incinte, e bambini.

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Subito è intervenuta la Guardia di Finanza. Nel frattempo molti hanno cercato di raggiungere la riva a nuoto. A quanto pare non è stato registrato alcun disperso. Tra le donne incinte, tre in avanzato stato di gravidanza sono state trasferite in eliambulanza dal poliambulatorio all'ospedale Cervello di Palermo insieme ad alcuni migranti rimasti feriti durante le operazioni di soccorso.

L'operazione di salvataggio è durata circa un'ora e mezza. Come si legge sul quotidiano La Repubblica, il maggiore Fabrizio Pisanelli ha raccontato: 'Abbiamo visto scene apocalittiche, i soccorritori si sono buttati in mare per salvare i circa 500 immigrati. Sulla barca erano riusciti a salire tre finanzieri, stavano dirigendo verso l'imboccatura del porto quando il timone si è improvvisamente rotto impedendogli di virare verso sinistra. Il barcone si è infranto sugli scogli e solo grazie alla perizia dei finanzieri che hanno matenuto la marcia ingranata la barca non è stata ripetutamene sbattuta sugli scogli. Tutti si sono buttati in mare: finanzieri, uomini della capitaneria, carabinieri, poliziotti, volontari. A braccia si passavano tutti i disperati appena arrivati in Italia. Tra loro tante donne e bambini'.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto esprimere il suo ringraziamento alle forze dell'ordine e ai volontari. Ai ringraziamenti del presidente della Repubblica si sono aggiunti quelli dell'Alto Commissariato per i rifugiati e del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha fatto sapere che gli ultimi immigrati sbarcati a Lampedusa sono tutti 'profughi non rimpatriabili, partiti dalla Libia a causa della guerra'. All'Adnkronos il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis ha detto: 'Così come hanno trovato una soluzione al problema Bin Laden l'Europa o gli Stati Uniti facciano lo stesso con Gheddafi in Libia. Lo so che sono parole dure, ma noi a Lampedusa siamo ormai vicini alla disperazione'.

 (foto © LaPresse)

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