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Impresentabili, Cantone prende le distanze da Rosy Bindi sul caso De Luca: "Sospensione? Non subito"

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Rotto il ghiaccio dopo quattro giorni di silenzio per prendere posizione sullo scontro tra Rosy Bindi e Vincenzo De Luca, il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone prova a dare una sua prima interpretazione della legge Severino e promette una soluzione in tempi non lunghi a quella “inedita e controversa impasse giuridica” creata dall’elezione del Governatore della Campania.

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Il magistrato campano era stato chiamato in causa, per lo più indirettamente, alla vigilia e subito dopo le Regionali, essendo a capo di un organismo competente in materia di legalità di politici locali e nazionali anche se formalmente estraneo al caso specifico sollevato dalla Commissione Antimafia.

Per nulla scontata, ad avviso di Cantone, sarebbe l’opportunità prima ancora che la legittimità della sospensione ai sensi della Severino del nuovo Presidente della Regione Campania sul quale pendono “grane” giudiziarie irrisolte come sottolineato dalla Bindi nella settimana precedente all’apertura delle urne.

“Se si procedesse prima della formazione della giunta e dell’insediamento del Consiglio, si tratterebbe di una vera e propria decadenza avverte il numero uno dell’Anticorruzione in un’intervista a Repubblica destinata a cambiare le carte in tavola alla discussione sul possibile stop preventivo alla costituenda amministrazione a guida Pd.

(Floris intervista Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione: video)

In altre parole, Raffaele Cantone ritiene poco convincente la tesi secondo cui l’ex sindaco di Salerno eletto Governatore domenica scorsa debba essere sollevato dall’incarico immediatamente, senza attendere nemmeno la proclamazione.

Vincenzo De Luca ha subito una condanna “non passata in giudicato” per abuso d’ufficio, puntualizza ai giornalisti di Repubblica Cantone, pertanto “gli articoli 7 e 8 del decreto chiamato legge Severino sarebbero soggetti ad un’interpretazione diversa da quelle finora fornite dalle parti in causa, fatta salva l’esigenza “cautelare e di carattere provvisorio” della norma applicabile nel merito.

Pur non suonando come una bocciatura “tout court” della linea di Rosy Bindi, le parole del capo dell’Autorità Anticorruzione mettono in campo un’ipotesi nuova, alternativa rispetto alle tesi meno “garantiste” sulla decadenza del Presidente della Campania, che sicuramente farà tirare un sospiro di sollievo al fronte pro-De Luca.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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