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Imu 2013, rata di giugno slitta a settembre e solo per la prima casa

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L'Imu 2013? Alla fine si pagherà. Nonostante infatti le promesse roboanti di Silvio Berlusconi e quelle più caute di Enrico Letta, il decreto legge che sarà varato oggi pomeriggio alle 18 dal governo posticiperà la rata di giugno a settembre, e solo per quanto riguarda la prima casa. Esclusi dunque capannoni e fabbricati e, soprattutto, l'eventualità di abolire l'imposta.

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La notizia arriva da non meglio precisate 'fonti parlamentari', quindi va presa con le dovute precauzioni, anche nell'ipotesi che in corso d'opera possa cambiare qualcosa (dal momento che il governo Letta si regge sull'alleanza col Pdl, che ha nella cancellazione dell'Imu uno dei suoi cavalli di battaglia), tuttavia sembra probabile che le cose andranno effettivamente così. In questo modo, infatti, l'intervento sarà a costo zero: i 2 miliardi dell'imposta non dovranno essere finanziati in alcun modo - dato che solo di un rinvio si tratta - e la Tesoreria e la Cassa Depositi e Prestiti copriranno gli importi di modesta entità rappresentati dagli interessi sulle somme anticipate dal Tesoro (e dalla Cdp) dovuti dai Comuni allo Stato.

Parlando di "provvedimenti urgenti", il Consiglio dei ministri odierno affronterà anche il tema del rifinanziamento della Cig in deroga, che al governo costerà 1 miliardo di euro. Come per l'Imu, l'esecutivo sembra orientato in tal senso al varo di un decreto ad hoc e non a un emendamento alla normativa sui debiti della Pa. Per quanto riguarda il reperimento dei fondi necessari, invece, l'ipotesi più plausibile è quella di un cofinanziamento con soldi provenienti da fondi comunitari e dalla detassazione di quelli incentivanti dei contratti di produttività.

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Infine - anche se in realtà il premier l'ha posto come primo punto - durante il Cdm di oggi l'esecutivo procederà "alla eliminazione dello stipendio dei ministri aggiuntivo rispetto all'indennità parlamentare". "La somma ricavata andrà a tutela di chi perde il lavoro", ha spiegato Letta, aggiungendo che dal momento che ci si trova in una "situazione di grande difficoltà, ognuno deve fare la sua parte" e dunque "il primo atto che il governo compirà non riguarda altri, ma riguarda noi stessi".

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