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Imu 2013: "Seconda rata non si paga". Enrico Letta conferma la cancellazione dell'imposta

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Con le scadenze dietro l'angolo, il botta e risposta tra il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e il vicepremier Angelino Alfano ad agitare la maggioranza e le associazioni dei consumatori in pressing, il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha deciso di intervenire per mettere un punto fermo alla questione dell'Imposta Municipale Unica, dichiarando: "La cancellazione dell'Imu per il 2013 è una decisione già presa e non si torna indietro".

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La seconda rata, la cui scadenza è - o a questo punto è meglio dire era - fissata il 16 dicembre, è dunque abolita e i contribuenti non dovranno versarla. Tuttavia, nel suo intervento il premier ha ribadito quanto già detto da Saccomanni, ovvero che "trovare le coperture non sarà facile". Esattamente il concetto espresso dal ministro dell'Economia e utilizzato da Alfano per attaccarlo, accusandolo in sostanza di non voler rispettare i patti, ovvero la cancellazione dell'imposta.

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Chi rischiava di pagare la seconda rata dell'Imu, con lo spauracchio di trovarsi a versare in un'unica soluzione più di quanto corrisposto complessivamente l'anno scorso, tira dunque un respiro di sollievo, mentre nel governo parte ora la caccia ai fondi necessari a coprire i 2,4 miliardi di mancato gettito per l'abolizione della tassa sugli immobili di proprietà.

Quale sarà la soluzione al momento ancora non è chiaro. L'ipotesi della rivalutazione delle quote di Bankitalia in mano alle banche resta in piedi, ma presenta molte incognite e numerose variabili, legate al valore e all'aliquota applicata alle stesse, oltre che ai tempi per realizzare l'operazione (che necessita dell'ok europeo). Una strada irta di ostacoli - almeno apparentemente - che già nei giorni scorsi ha provocato l'intervento del Codacons, che è tornato a proporre una soluzione prospettata dal governo Monti. Il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori ha infatti chiesto al premier Letta di emanare un decreto urgente per ridurre del 25% i finanziamenti a circa 500 enti cosiddetti inutili, individuati dall'esecutivo del Professore, "il cui costo per la collettività ammonta a 10 miliardi di euro l'anno". In questo modo, secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi "si otterrebbero subito 2,5 miliardi da destinare alla copertura dell'Imu".

Non si sa se il premier accetterà il suggerimento o se lui e il governo hanno già un progetto al quale stanno lavorando (cosa che si spera, considerati i tempi stretti e la necessità di mantenere il deficit dell'anno entro i limiti stabiliti dalla UE), tuttavia se l'annuncio ufficiale dell'abolizione dell'Imu mette d'accordo la maggioranza, non mancano comunque voci fuori dal coro, come quella di Nichi Vendola. Quando ancora non si sapeva se gli italiani avrebbero dovuto o meno pagare la seconda rata, il presidente di Sel infatti ha rimarcato di trovare "incredibile che in questo Paese, asfissiato dalla povertà (...), il principale tema di una legge di Stabilità debba essere la cancellazione della rata dell'Imu per tutti, anche per i ricchi".

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