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Imu giugno 2013 sospesa per decreto. Berlusconi: "Via o niente fiducia"

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Dopo l'annuncio di Enrico Letta durante il discorso per la fiducia alla Camera, il governo si è messo al lavoro per attuare effettivamente la promessa di 'congelare' l'Imu di giugno 2013: secondo le ultime notizie circolate in mattinata, l'imposta sarà sospesa per decreto. Tra venerdì e sabato, infatti, il premier ha incontrato il ministro dell'Economia Saccomanni e i sottosegretari di Pd e Pdl Fassina, Baretta e Casero per valutare tempi e modalità dell'operazione e - da quello che trapela - il provvedimento per lo stop arriverà in un paio di settimane.

Imu giugno 2013, stop alla rata: l'annuncio del Governo Letta

Tuttavia, come viene sottolineato da più parti, si tratta di una sospensione e non dell'abolizione tout court della tassa, che tra l'altro è solo quella relativa la prima casa: per la seconda tutto resta come prima. La materia sarà infatti trattata organicamente in autunno, quando sul tavolo dell'esecutivo arriverà anche la nuova Legge Finanziaria: solo allora il governo Letta deciderà se e come riscrivere l'Imu, con l'ipotesi di trasformarla in un'imposta onnicomprensiva casa-servizi, sul modello di quanto avviene in Germania. La nuova tassa, dunque, comprenderebbe Imu (su seconde abitazioni e 'magioni di lusso', sopra il milione e mezzo di rendita catastale), Tares, l'imposta di registro e l'addizionale comunale all'Irpef.

Al momento però solo di ipotesi si tratta. Il nuovo esecutivo, infatti, deve fare i conti con il rigore nel pareggio dei conti chiesto dall'Unione Europea e con l'imperativo dell'Ocse su lavoro e occupazione. Anche se l'abolizione della rata di giugno dell'Imu è "a costo zero", infatti, una ridefinizione dell'imposta rimette in discussione tutte le previsioni di incassi fatte in precedenza dal governo, senza contare che l'intera operazione è bollata come "demagogica" da più parti, oltre che definita non prioritaria.

Un quadro complesso e delicatissimo, insomma, in cui si inserisce anche l'allarme lanciato ieri dal segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che ha detto senza mezzi termini che "il governo deve trovare 1,5 miliardi di euro entro maggio per il rifinanziamento della Cig in deroga: a rischio ci sono oltre 700 mila cassintegrati, che altrimenti andranno ad aumentare le fila dei disoccupati". Per il sindacalista infatti c'è in gioco la "tenuta sociale" del paese.

In mattinata, infine, è arrivato l'ennesimo aut aut di Silvio Berlusconi. Intervistato dal Tg4, il Cavaliere ha detto: "La tassa sulla casa è un danno per l'economia. Giusta l'ipotesi della sospensione a giugno, ma o la si elimina o il governo non avrà la nostra fiducia". "È così, ma non per puntiglio", ha precisato il leader del Pdl, ribadendo che "è cosa buona e giusta non pagare l'Imu a giugno, perché "andare a toccare la casa induce paura, timore nella psicologia delle famiglie e ciò comporta una negatività diffusa, per cui le famiglie cominciano ad avere incertezze, a consumare meno e a non investire più". L'ormai arcinoto cavallo di battaglia in campagna elettorale di Berlusconi però, a sorpresa, potrebbe diventare un 'punto di contatto' addirittura con il Movimento 5 Stelle. Ai microfoni di Sky, infatti, Vito Crimi ha dichiarato: "Il Movimento è favorevole a togliere l'Imu sulla prima casa", chiarendo subito però che "non è un sì orizzontale, devono essere garantite le soglie di reddito basse.

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