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Inchiesta di Trani, Berlusconi e i suoi uomini per fermare Santoro

Dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla procura di Trani emerge anche il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta il quale, a quanto pare, sapeva che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi voleva fermare le trasmissioni a lui 'sgradite', come 'Annozero' di Michele Santoro, e impedire nuovi interventi del direttore di Repubblica Ezio Mauro e del fondatore Eugenio Scalfari, che lo avevano criticato in alcune trasmissioni. Secondo quanto emerso dalle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta di Trani, Letta sarebbe intervenuto dopo che Giancarlo Innocenzi, componente dell'Agcom, e Mauro Masi, direttore generale della Rai, non erano riusciti a farlo.

Ora si vuole richiedere alla Camera l'autorizzazione a utilizzare le conversazioni del premier perché ritenute 'penalmente rilevanti'. Sembra che il presidente del Consiglio si sia dato molto da fare per cercare di bloccare le trasmissioni tv e abbia sollecitato anche le persone attorno a lui per fare altrettanto. Dalle intercettazioni emerge un premier agitato che si confida anche a proposito delle sue non facili vicende familiari.

Il quotidiano La Repubblica ha riportato alcune delle intercettazioni agli atti, eccole:

E' il 3 dicembre 2009, Giancarlo Innocenzi chiama Gianni Letta:
Innocenzi: 'Gianni, scusa sono Giancarlo'.
Letta: 'Si, eccomi'.
Innocenzi: 'Allora io ti risparmio, quando con calma ti racconto tutto... Insomma, per essere più veloce tutte le documentazioni, quali carte ho dato agli uni e agli altri, sanno tutto quelli della Vigilanza, sa tutto... Masi, sa tutto l'Autorità, ho fatto fare da un gruppo di due amici magistrati tutta l'analisi, anche perché siano gli strumenti per quella storia di questa sera di Mills. Secondo le valutazioni di questi due amici magistrati, lui stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso'.
Letta risponde con una parola incomprensibile.
Innocenzi: 'Ho dato queste carte a Mauro. Mauro vuole la pezza forte, ci vorrebbe che sostanzialmente Calabrò gli dicesse: 'Tu non puoi fare la trasmissione questa sera parlando di Mills'. Io non so più a che aggrapparmi, tutto quello che potevo fare l'ho fatto. Adesso Mauro mi chiama e mi dice: 'Se Calabrò dice 'guarda che tu la trasmissione su Mills non puoi farla', io vado con questa e non gliela faccio fare... tu sei l'ultima spiaggia...'.
Letta pronuncia altri commenti incomprensibili. Poi aggiunge: 'Proverò a cercarlo, grazie, ciao ciao'.
Subito dopo Innocenzi chiama Masi. Lo informa di avere parlato con Letta: 'Io ho detto a Gianni, anche adesso, avverti tu Calabrò, di mettere più spessore possibile su questa cosa... comunque adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, così nessuno può dire che non sapeva un cazzo'.
Masi gli chiede se ha parlato direttamente con Letta e Innocenzi lo conferma. Il dg Rai gli dice anche che ha parlato con Santoro che gli ha assicurato che farà una 'trasmissione equilibrata'.
Poi Masi gli ricorda che 'dopo la D'Addario c'era spazio e modo per potere intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l'unica cosa che può servire veramente e che se lui fa la pipì fuori dal vaso stasera...'.

Come sottolineato dal quotidiano, il pm di Trani descrive altre manovre, 'con coinvolgimenti ai massimi livelli da parte del commissario Agcom che, ormai esasperato, par arrivare al presidente Calabrò (che sembra resistere alle pressioni esterne) si affida alla mediazione del sottosegretario Gianni Letta, il quale dal canto proprio promette ad Innocenzi di attivarsi e cercare il presidente Calabrò'.

Passato qualche giorno Berlusconi contatta Masi ed Innocenzi, a quanto pare insultandoli perché non riescono a fermare Santoro. Innocenzi informa Masi che 'loro faranno il processo Mills e gli racconta che, quando Berlusconi lo ha saputo, gli ha gridato 'che cazzo state a fare tutti quanti!' e aggiunge 'e poi mi ha fatto un culo che non finiva più'. I due si disperano per accontentare Berlusconi, ma non ci riescono. Si raccontano di essere riusciti a eliminare Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre.

Il pm di Trani scrive: 'Come traspare da questa intercettazione, Innocenzi reduce dalla telefonata del presidente Berlusconi che lo affligge, chiama Masi e si sfoga. Masi si mette prontamente al servizio del commissario Agcom e promette di 'mettere su una strategia operativa' che serva a risolvere il 'problema Santoro che è un problema tutto particolare'. Quindi aggiunge che la Rai sta 'aggiustando'. Gli viene chiesto come. La risposta è: 'Sai, la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, voglio dire siamo riusciti a fare...'. Per il pm è 'un evidente riferimento al fatto di assecondare i desiderata del presidente Berlusconi'.

E' IL 9 dicembre 2009, alle 8,35 del mattino Berlusconi chiama Innocenzi e lo rimprovera di 'non avere fatto niente':
Berlusconi: 'Pronto?'.
Innocenzi: 'Sì, ciao presidente'.
Il premier lo insulta, Innocenzi in difficoltà risponde che hanno 'fatto qualcosa', che non è stato possibile fermare la trasmissione sul caso Mills. Spiega di essere 'andato da Calabrò incazzato come una biscia, cioè da questo momento in poi ero come un tupamaro con le bombe addosso e in qualsiasi momento facevo un casino...'.
Berlusconi: 'Allora ti dico, giovedì sera c'era ancora il processo Spatuzza e fanno il processo a me come appartenente alla mafia... allora se voi non riuscite veramente a fare questa roba qua... non lo so io...'.
Innocenzi balbetta e dice a Berlusconi che si è attivato per preparare un ricorso 'come informativa'. 'Allora tutti e quattro, Savarese, Mannoni io e Napoli, a parte Magri, siamo d'accordo, salvo che domani non mi brucino, per fare casino all'interno del consiglio. Anche Napoli è d'accordo perché lui aveva vissuto la vicenda di Clemente quindi...'.
Berlusconi: 'Napoli da dove arriva, da Mastella?'.
Innocenzi conferma e Berlusconi risponde: 'Mastella adesso è totalmente con me... e con Napoli avete la maggioranza senza Magri. Diciamo che ho Mannoni, Savarese che era amico di Fini, però ... è più amico di Maurizio Gasparri'.
Berlusconi invita Innocenzi a parlare con Calabrò e lo avverte: 'Però stai attento a parlare al telefono col Presidente ... perché voci, che non so se siano vere o meno, dicono che ha il telefono sotto controllo...'.
Innocenzi risponde a Berlusconi di essere preoccupato perché probabilmente è lui ad avere il telefono sotto controllo: 'Ma a me ieri sera è successa una cosa molto strana, tra l'altro oggi mi è arrivato un numero inesistente, io non ho risposto (...). Uno dei nostri tecnici mi dice che è un modo per potere mettere sotto controllo il telefono e oggi faccio fare altre ulteriori... però non me ne frega niente...'.
Innocenzi continua ad informare Berlusconi sull'attività che sta organizzando per bloccare Santoro.
Il premier gli dice che va bene 'ma mi raccomando perché adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta. Questo non è mica servizio pubblico... è l'unico servizio pubblico al mondo che fa queste cose'.
Innocenzi: 'Non è più possibile che questo qui faccia quel cazzo che gli pare veramente'.
Innocenzi: 'Il problema vero è che devi stare bene tu, cazzo...'.
Berlusconi: 'Mi stanno attaccando da tutte le parti sul piano patrimoniale, sai quanto ha chiesto mia moglie di mantenimento al mese? Tre milioni e seicentomila euro al mese che fanno 45 milioni l'anno che fanno novanta miliardi di lire l'anno e siccome c'ha il giudice che è amico dell'avvocato... hanno depositato ed è andato automaticamente a un certo giudice, c'è il rischio che succeda che me li danno'.
Poi Berlusconi parla della causa civile con Carlo De Benedetti per la vicenda Cir: 'E' una cosa pazzesca, ho il fisco che mi chiede 900 milioni, coso... De Benedetti che me li chiede, ma ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni... Pensa te, mia moglie che mi chiede 90 miliardi di vecchie lire all'anno, sono messo bene no? E poi le sentenze penali con dei giudici che sono dei killer invece che essere dei giudici'.

 (foto © LaPresse)

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