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Inchiesta di Trani, la Rai chiederà gli atti alla Procura

Novità sulla vicenda Rai-Agcom nell'ambito dell'inchiesta di Trani. Il Cda della Rai è pronto a chiedere alla procura di Trani gli atti dell'inchiesta per esaminarli e valutare se aprire eventuali procedure di audit interna a carico del direttore generale Mauro Masi e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini. La decisione è stata presa nel corso del consiglio di amministarzione di ieri.

Il presidente della Rai Paolo Garimberti ha parlato di una 'linea rispettosa delle regole interne e che al tempo stesso garantisce trasparenza'. Come sottolineato da La Repubblica, nel corso del Cda Masi ha detto: 'Per me contano gli atti e i fatti aziendali. Mi sono sempre comportato nel pieno rispetto delle regole. Ho mandato in onda tutte le trasmissioni cercando soltanto di garantire la loro conformità alle normative vigenti. Ho sempre cercato di garantire il massimo del pluralismo e dell'equilibrio nell'informazione e nominando in un'ottica di rinnovamento personaggi come Minzolini, Orfeo, Berlinguer, Maccari, De Paoli, Preziosi'.

Secondo il consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo viale Mazzini avrebbe dovuto avviare subito un'istruttoria sulla vicenda. Rizzo Nervo ha affermato: 'A differenza di quanto è avvenuto al Csm e all'Agcom le intercettazioni pubblicate in questi giorni sui quotidiani non sono state ritenute sufficienti dal Consiglio di amministrazione della Rai per avviare un'istruttoria da affidare all'internal auditing. Tranne il consigliere Giorgio Van Straten ed il sottoscritto, che hanno riconfermato anche l'opportunità di un passo indietro da parte del direttore generale, tutti gli altri, compreso il presidente, sono stati invece d'accordo nel limitarsi a richiedere alla procura di Trani gli originali delle intercettazioni per poi 'eventualmente' decidere come affrontare il caso. Sembra incredibile ma la decisione è stata proprio questa'.

A sostegno di Masi il consigliere di amministrazione Antonio Verro che ha detto: 'Il cda ha deciso a maggioranza di non inseguire i giornali: sulla base di indiscrezioni giornalistiche non si dà il via libera a nessun audit. Solo quando le carte saranno disponibili, quando cioè sarà caduto il segreto istruttorio e gli atti saranno depositati e resi noti alle parti, in quel momento la Rai potrà ottenerli. Le carte saranno così trasmesse al direttore generale e al presidente e il cda deciderà se avviare un'internal auditing o no'.

Al termine del seduta del cda il presidente Garimberti ha affermato: 'La linea che ho proposto è stata seguita. E' una linea rispettosa delle regole interne e che al tempo stesso garantisce trasparenza e contribuirà a fare quella chiarezza che ho chiesto sin dall'inizio'. Garimberti ha poi detto di non capire lo sbigottimento di alcuni. 'Chiedere un audit sul direttore generale in questo momento, visto che il Consiglio non lo avrebbe autorizzato - ha detto il presidente della Rai - avrebbe voluto dire chiudere definitivamente la vicenda senza accertare i fatti. Prima le carte dunque, poi eventualmente l'audit: questa era l'unica via corretta e pragmaticamente percorribile tenuto conto anche che è la prima volta che un audit potrebbe riguardare un direttore generale'.

 (foto © LaPresse)

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