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Candidato repubblicano, incinta dopo stupro? "Volontà di Dio"

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Se i repubblicani non vinceranno le elezioni USA, si aggiudicheranno comunque di sicuro la (poco desiderabile, in verità) palma di gaffeur dell'anno. A partire dal loro leader e candidato alla Casa Bianca, Mitt Romney, e via via a scendere, infatti, non hanno praticamente lasciato passare giorno senza 'sparare' qualche considerazione ridicola. O agghiacciante. Come nel caso di Richard Mourdock, che durante un dibattito ha detto che se una donna rimane incinta durante un stupro "è qualcosa che Dio ha voluto".

Richard Mourdock: il dibattito della dichiarazione shock. Video

La posizione del partito di centro-destra sull'aborto è nota e proprio per riguadagnare voti dall'elettorato femminile ultimamente Romney, con una delle sue celebri "giravolte", ha dichiarato di non avere "in agenda" un "progetto legislativo" per limitare l'interruzione di gravidanza, ma le affermazioni 'infelici' (per usare un eufemismo) dei suoi colleghi rischiano di vanificare ogni sforzo.

Chiamato ieri a intervenire in un dibattito, Richard Mourdock si è espresso sull'aborto dopo lo stupro o l'incesto dicendo: "Ho capito che la vita è un dono di Dio. E penso che anche quando comincia nell'orribile situazione dello stupro, è comunque qualcosa che Dio ha voluto accadesse". Ed è stato il gelo. Poi il suo avversario ha osservato: "Non credo che il mio Dio, o alcun Dio, volesse che ciò succedesse" e allora Mourdock ha provato ad aggiustare il tiro: "Non volevo mica dire che Dio avesse preordinato lo stupro, chiunque suggerisse ciò sarebbe malato e perverso", ma a quel punto il rumore di unghie che scivolano sugli specchi era chiaramente udibile.

Romney - ovviamente - ha subito preso le distanze e tramite il suo portavoce ha fatto sapere che "non è d'accordo con i commenti di Richard Mourdock", che "non rappresentano le sue idee", ma la frase è detta e il danno fatto, anche se per gli analisti la situazione dei repubblicani in Indiana - stato per il quale Mourdock è candidato al Senato - non subirà contraccolpi dalle dichiarazioni dell'uomo del Tea Party: il suo vantaggio sull'avversario democratico, Joe Donnelly, è di 5 punti, mentre quello di Romney su Obama è di 10.

Resta il fatto, comunque, che quella di Mourdock è la seconda 'gaffe' del partito sugli stupri: ad agosto era stato il candidato al Senato del Missouri, Todd Akin, a scatenare un polemica feroce per aver parlato di "legitimate rape" ("stupro in termini di legge") e aver sostenuto che in tal caso "il corpo femminile ha parecchi modi per evitare che (la gravidanza, ndr) accada". Akin si è poi scusato pubblicamente in tv, ma non ha ritirato la sua candidatura.

"Incinta dopo stupro poco probabile": l'intervista di Todd Akin

Insomma, una serie di 'incidenti diplomatici' che semina più di un dubbio sulla posizione del partito conservatore e dei suoi rappresentanti in fatto di violenza sulle donne e interruzione di gravidanza: già due candidati infatti hanno anteposto una presunta volontà divina alla dignità e al diritto di scelta delle vittime, insinuando pure la vergognosa ipotesi che non tutti gli stupri denunciati siano tali (del resto, Akin è anche colui che ha cercato di legalizzare la violenza sessuale all'interno del matrimonio e che ha provato a ridefinire il termine "stupro" aggiungendo l'aggettivo "violento"). E allora, va bene i sondaggi, ma davvero l'elettorato femminile sarà così cieco e sordo da accordare il proprio voto a simili soggetti?

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