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Incontro Veltroni - Fava, nuovo centrosinistra?

Walter Veltroni ha visto ieri mattina nella sede del Pd il coordinatore di Sinistra Democratica, Claudio Fava. Una lunga chiacchierata per valutare la possibilità di aprire un confronto e ricercare terreni di lavoro comune. Al termine del colloquio, Fava incontrando i cronisti ha spiegato che ci si è trovati d'accordo con Veltroni sul fatto che si debba ricercare "una convergenza nel merito delle cose da dire e da fare". Ma senza che questo comporti l'eventualità di un ingresso di Sd nel Partito democratico. "Confluire nel Pd è fuori discussione. Chi ha scelto di non farlo, lo ha fatto anni fa e non c'è bisogno di ripeterlo in ogni occasione", ha chiarito Fava aggiungendo che "Pd e sinistra sono soggetti che possono concorrere per un nuovo centrosinistra ma nel rispetto di una reciproca autonomia".

Tra i temi affrontati, in particolare, Fava ha spiegato di aver sollecitato Veltroni sul nodo della legge elettorale per le europee. Nel colloquio tra Veltroni e Silvio Berlusconi, infatti, della scorsa settimana, i due avevano concordato sul fatto che debba essere rivista la legge elettorale delle europee inserendovi uno sbarramento. Una modifica questa su cui la sinistra, e anche SD, non sono d'accordo. Fava ha detto che avrebbe trovato una sponda da parte del segretario del Partito democratico: "C'è la disponibilità da parte di Veltroni a non considerare la legge elettorale delle europee una priorità e a considerare questo tema non di confronto esclusivo tra Pd e Pdl ma tenere conto delle sensibilità di tutte le forze politiche". A maggior ragione, ha concluso Fava, "perchè è finita l'epoca dell'autosufficienza del Pd declamata e proclamata".
Veltroni ha sottolineato che: "La Sinistra dovrebbe riflettere a fondo sulle ragioni della propria sconfitta, che sono state anche quelle di non sapere far propria la scommessa per governare. Ci si augura nasca una nuova sinistra, ovviamente restano poi le posizioni incompatibili" (...) "Non l'autosufficienza, non il bipartitismo bensì un nuovo bipolarismo fatto di alleanze programmatiche". (..) "L'ipotesi dell'autosufficienza è una cosa da cretini".

"Trovo molto contraddittorio l'esito dell'incontro Veltroni - Fava". È la valutazione di Claudio Grassi, esponente Prc e coordinatore nazionale area "Essere comunisti". "Mi chiedo, infatti, come sia possibile dare vita - aggiunge Grassi - a un "patto di consultazione" permanente tra una forza politica che si dichiara "di sinistra", come SD, e un partito come il Pd, che proprio in questi giorni sta discutendo con la Pdl e il suo leader, Silvio Berlusconi, un inaccettabile patto che prevede l'introduzione di una consistente soglia di sbarramento alle prossime elezioni europee, patto che ha il dichiarato obiettivo di tenere fuori la sinistra tutta non solo dal Parlamento nazionale ma anche dal Parlamento europeo". "Ritengo sia quantomeno fuori dalla realtà pensare che esistano, oggi, le condizioni per costruire, assieme al Pd, un "nuovo" centrosinistra. La vera e unica priorità delle forze di sinistra oggi presenti nel nostro Paese non può che essere un'altra, e cioè quella che proponiamo con forza noi del Prc: dare vita, sin da subito, a un coordinamento della sinistra (partiti, movimenti, sindacati), per dare vita, dentro e fuori le Istituzioni, a un'opposizione seria e concreta al governo Berlusconi", ha concluso.

Di tutt'altra idea il senatore del Pd Paolo Nerozzi: "L'incontro di oggi tra Fava e Veltroni è stato molto importante perchè consente di aprire una strada di dialogo, e il dialogo a sinistra è elemento decisivo per ricostruire la possibilità di governare questo Paese". (...) "Rimango stupito dalle reazioni di alcuni esponenti di Rifondazione, si persiste nel vedere nel più vicino il nemico da combattere. Credo che questo sia un elemento negativo che dà ancora più forza e valore a quello che è avvenuto stamattina tra il coordinatore di Sinistra Democratica e il segretario del Pd. Ovviamente il confronto deve avvenire con tutti. Spero che il congresso di Rifondazione - conclude Nerozzi - dia strumenti di metodo e di merito perchè questo confronto possa avere luogo".

Ha poi chiuso a qualsiasi ipotesi di "fusione", in un'ottica di dialogo costante, il probabile neo segretario del Prc Nichi Vendola. Nel suo lungo intervento davanti a un pubblico di militanti e simpatizzanti dopo la candidatura a segretario del Prc ha affermato: "Bisogna chiudere con l'esperienza della Sinistra Arcobaleno, come vuole Paolo Ferrero, oppure proseguire su quella strada?". Vendola ha confermato di aver scelto la seconda opzione, mantenendo aperto il confronto con il Partito Democratico, anche se totale è il dissenso che lo divide da Veltroni sulle scelte politiche. A questo proposito, ha usato parole esplicite contro chi, all'interno del Prc, lo accusa di mantenere un dialogo aperto: "Non usate il Pd come una clava al nostro interno. E soprattutto non indicate me come se fossi pronto ad andare dall'altra parte. Sono comunista da decenni e se avessi voluto il salto della quaglia lo avrei già fatto".

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