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Indulto, 6 mesi dopo

Dopo sei mesi di indulto arriva il primo bilancio, tracciato dal sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi che, assieme al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Ettore Ferrara, ha presentato i risultati di una ricerca condotta dall'Università di Torino sugli effetti del provvedimento di clemenza.

Su 25.694 ex detenuti usciti dal carcere grazie all'indulto varato il 31 luglio scorso, sono l'11,11% coloro che sono tornati in cella: un dato, questo, estremamente più basso se paragonato al tasso di recidività di coloro che scontano la pena per intero (oltre il 60%). A tornare a delinquere sono stati più italiani (12,28% di quelli usciti grazie all'indulto) rispetto agli extracomunitari (10,59%) di cui 1 su 5 sono rientrati in carcere per aver violato al legge 'Bossi-Fini'.

“Oggi - sottolinea Manconi, in un articolo apparso su l’Unità - possiamo ritenerci soddisfatti perché è migliorata la vivibilità delle nostre carceri: non solo a favore dei detenuti, ma anche di tutti gli agenti di polizia penitenziaria che in carcere lavorano. Ora si può pensare ad una riforma del sistema penitenziario, che senza l'indulto non sarebbe stata possibile".

Per Ettore Ferrara il momento è decisivo: "Siamo in presenza di un'occasione straordinaria che non dobbiamo lasciarci sfuggire. Ora abbiamo delle carceri vivibili, dove si può lavorare per superare l'idea dei luoghi di detenzione come scuole di specializzazione per il crimine".

Intanto, dopo lo scandalo della rom tenuta nella gabbia degli imputati insieme alle due figlie, Manconi ha annunciato un "consiglio dei ministri che avrà all'ordine del giorno la situazione delle madri detenute".

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