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Intercettazioni: Agostino Saccà rientra in Rai

Con un'ordinanza di 13 pagine depositata ieri mattina il Giudice Vetritto del Tribunale del Lavoro di Roma, accogliendo il ricorso proposto in via di urgenza da Agostino Saccà, ha sospeso gli effetti del provvedimento di sospensione cautelare, disposto dalla Rai nei suoi confronti il 21 dicembre 2007 dopo la diffusione di svariate e ambigue intercettazioni telefoniche tra l'allora direttore di Rai Fiction e Silvio Berlusconi, ed ha ordinato all'Azienda di riammetterlo in servizio nel ruolo precedentemente svolto.

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"La decisione - ha annunciato l'azienda in una nota - sarà impugnata dalla Rai con reclamo davanti al Tribunale in composizione collegiale". "Dai fatti acquisiti e valutati fin dal 30 aprile 2008 - si rileva nell'ordinanza - risultano, infatti, "profili di violazione del comportamento addebitato al lavoratore delle norme del Codice Civile e del Codice Etico vigente in Azienda". "E'infatti palese che l'aver manifestato i propri progetti di abbandono dell'Azienda e di inizio di un'attività di tipo imprenditoriale a dipendenti della società che è la principale concorrente della propria datrice di lavoro prima che a quest'ultima, costituisce atteggiamento che, benchè difficilmente sanzionabile in sede penale, poteva e doveva essere valutato dall'Azienda in sede disciplinare".

Il direttore generale della Rai Claudio Cappon, in una intervista al Corriere della Sera, ha spiegato in termini ancor più semplici la situazione: "La decisione del giudice per il reintegro di Agostino Saccà non alleggerisce la sua posizione, perchè ci sono evidenze che ha utilizzato il suo ruolo in modo distorto per fini non aziendali". Ha poi ribadito che l'azienda "si adeguerà alla sentenza. Ma faremo ricorso", dice, e solo alla fine arriverà al Cda la sua proposta. Cappon difende anche la sua scelta di non proporre il licenziamento di Saccà: "È ben noto - spiega - che non ho poteri di prendere la decisione da solo. E all'interno del Cda ci sono consiglieri che non la pensano come me". Comunque "il caso Saccà non è chiuso", e l'accusa più grave a suo carico rimane quella di aver gestito un progetto "di costituzione di una società di produzione di fiction, con interlocutori esterni alla Rai e con il principale concorrente televisivo" a totale insaputa dell'azienda.

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Luca Barbareschi è tra i primi a commentare il reintegro di Agostino Saccà alla direzione di Rai Fiction: "È un uomo di prodotto. Spero che la vicenda sia chiusa e che Saccà abbia i suoi giusti riconoscimenti" dice Barbareschi, a margine della presentazione a Roma del libro di Ferruccio Pinotti sulla pedofilia, Olocausto bianco (Rizzoli Bur). "Con lui - continua - ho fatto una cinquantina di film senza alcuna raccomandazione politica e pressione. È un uomo colto, intelligente. Fare il direttore Rai in un'azienda in cui l'azionista di maggioranza è la politica è molto difficile. Saccà è la persona che ha zero colpe. Se mai la Rai avrà una gestione diversa o si privatizzerà le cose andranno in un altro modo. La Bbc non ha questi problemi". Barbareschi ricorda anche di aver preso le parti di Saccà da subito: "con un articolo - spiega - sul Corriere della sera in cui attaccavo i golpisti della Rai. Molti adesso faranno le valigie, i golpisti se ne andranno. Uno sicuramente e speriamo che la magistratura indaghi su alcuni usciti". "Vedrete - conclude - l'Italia è un Paese dove tutti, adesso, saranno d'accordo e amici di Saccà".

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