Excite

Intercettazioni, Berlusconi sembra aver aperto a modifiche ma afferma: 'Siamo tutti spiati'

Ieri pomeriggio a Palazzo Grazioli si è svolto il vertice del Pdl nel corso del quale, a quanto pare, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto all'ipotesi di slittamento dei tempi parlamentari del ddl intercettazioni. Potrebbero quindi esserci delle modifiche su alcuni punti controversi del tanto discusso disegno di legge.

Come si legge sul Corriere della Sera, a spingere il premier verso una strategia diversa sarebbero stati il muro sollevato dai finiani, l'attenzione del Colle su alcuni punti del disegno di legge e la possibilità di una bocciatura da parte della Corte Costituzionale. Tale notizia sembra essere in contraddizione con quanto affermato da Berlusconi nella mattinata di ieri nel corso dell'assemblea della Confcommercio a Roma: 'In Italia siamo tutti spiati. Ci sono in italia circa 150mila telefoni sotto controllo: considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia, è una cosa che non tolleriamo più'.

Durante l'assemblea il premier ha poi detto: 'Non c'è la tutela della libertà di parola. Così non può essere in un Paese civile. Ditemi se è possibile essere spiati in questo modo. C'è una piccola lobby di magistrati e giornalisti che è contro il disegno di legge del governo. Noi abbiamo preparato il provvedimento in quattro mesi. E' stato undici mesi alla Camera, dodici mesi e mezzo al Senato, e ora alla Camera si parla di metterlo in calendario a settembre. Poi bisognerà vedere se il capo dello Stato lo firmerà e poi, quando uscirà, ai pm della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte costituzionale che, secondo quanto mi dicono, la boccerà'.

Le parole di Berlusconi sono state così commentate dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani: 'Siamo in presenza di affermazioni scomposte e propositi pericolosi. Mi fa impressione la strana contabilizzazione delle intercettazioni che ha fatto Berlusconi, fino a dare l'idea che noi saremmo in una sorta di Grande Fratello, in uno stato di polizia. Questo terrorismo ad personam non va bene, perché non si può prendere a pretesto il problema per mettere dei limiti alle investigazioni e alla libertà di informazione. Questo è terrorismo e lascia il tempo che trova'.

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, ha poi smentito le cifre snocciolate dal premier. Palamara ha spiegato: 'Nel 2009 le utenze telefoniche intercettate sono state 119.553, le cimici piazzate in ambienti pubblici e privati sono state 11.119, mentre le 'altre tipologie di bersaglio' sono state 1.712, per un totale di 132.384 intercettazioni. Il tutto al costo di circa 272 milioni di euro, un dato di poco superiore alla media di spesa degli anni 2003-2009, secondo i dati dell'Anm'. E parlando dei costi, il vice presidente Gioacchino Natoli ha detto: 'Le spese vengono anticipate dallo Stato, ma in caso di condanna vengono recuperate a carico dei condannati'.

Secondo l'associazione dei magistrati (Anm) la riforma avrà 'conseguenze gravissime' sulla lotta al crimine, 'con la nuova legge non sarebbero stati individuati gli autori dell'omicidio D'Antona'.

 (foto © LaPresse)

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016