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Intercettazioni, carcere per giornalisti eliminato da emendamento Pd. Orlando: "Basta polemiche"

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Acqua sul fuoco dopo una settimana di polemiche sul nodo della "legge bavaglio" in materia di intercettazioni: l’emendamento del Pd, sulla scia della presa di posizione del ministro Orlando, potrebbe chiudere il fronte più caldo della discussione dentro e fuori dalle aule parlamentari, altrimenti destinato a sfociare nel muro conto muro tra maggioranza da un lato, M5S e Sel con importanti sponde nella società civile dall’altro.

Proteste a Montecitorio contro la "legge bavaglio" sulle intercettazioni

Non vi sarà carcere, ha assicurato oggi il massimo responsabile del dicastero della Giustizia, per i giornalisti che pubblicheranno registrazioni rientranti nell’alveo dei contenuti coperti dal diritto di cronaca, mentre la repressione si limiterà a colpire esclusivamente gli “intenti diffamatori” dei cronisti meno avveduti.

Nel mirino del governo, secondo gli esponenti del Partito Democratico promotori dell’emendamento correttivo alla contestatissima proposta dell’Ncd, rimarranno alcune specifiche “attività fraudolente” per le quali verrà previsto un inasprimento della pena, con precisi limiti a garanzia della libertà di stampa.

La polemica, ha lamentato Andrea Orlando, è stata eccessiva dal momento che il governo (come precisato oggi dal ministro della Giustizia in visita all’Expo) non vuole confezionare una riforma del processo penale “punitiva” nei confronti dei giornalisti, ma soltanto un “ritocco” delle sanzioni ed una migliore individuazione dei “soggetti titolati ad esercitare in qualche modo funzione” sotto la lente del legislatore.

(Diritto all'informazione, appello dei cittadini dai microfoni del Fatto Quotidiano: video)

Nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle aveva occupato le aule della Commissione dove si discuteva l’emendamento “incriminato” promosso dal deputato del Nuovo Centrodestra Alessandro Pagano, trovando poi l’appoggio di autorevoli rappresentanti del giornalismo e della società civile contrari al giro di vite sulle intercettazioni.

In base al nuovo regime che scaturirebbe dall’entrata in vigore della legge così come modificata dagli emendamenti Pd, la punibilità del cronista sarà esclusa nel caso in cui l’audio o le riprese siamo “utilizzabili nell’ambito di un procedimento amministrativo” oppure per la garanzia del “diritto di difesa” oltre che di cronaca.

Originariamente, la stessa maggioranza aveva pensato al carcere per un massimo di 4 anni di detenzione a carico dei giornalisti colpevoli di pubblicazione non autorizzata delle registrazioni di qualsiasi natura, reperite in modo “fraudolento” e in violazione della legge.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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