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Intercettazioni Crocetta, indagati a Palermo i giornalisti dell'Espresso Zoppi e Messina

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Dovranno difendersi dall’accusa di pubblicazione di notizie false i due giornalisti dell’Espresso, da oggi ufficialmente indagati (per le intercettazioni “scottanti” relative a telefonate con protagonista il Governatore della Sicilia), Maurizio Zoppi e Piero Messina: per quest’ultimo la Procura della Repubblica di Palermo ha aggiunto l’ipotesi di calunnia.

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A distanza di ormai due settimane dall’esplosione del caso Crocetta, lo scoop del settimanale diretto da Luigi Vicinanza finisce sul tavolo della magistratura che dovrà far luce sugli eventuali reati commessi dai cronisti chiamati in causa dai legali dell’ex sindaco di Gela, vicino alle dimissioni fino a qualche giorno fa per uno scandalo ben presto diventato di portata nazionale.

Anche l’Ordine dei Giornalisti della Sicilia ha convocato i due cronisti per ottenere ufficialmente chiarimenti in merito alle intercettazioni pubblicate da L’Espresso, mentre davanti agli inquirenti Zoppi e Messina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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La questione verte principalmente attorno all’esistenza, contestata fin dal primo momento dalle parti interessate, delle registrazioni che dimostrerebbero, secondo gli indagati, l’aperta ostilità del Governatore Rosario Crocetta ed in particolare le minacce del medico Matteo Tutino nei confronti dell’assessore dimissionario Lucia Borsellino, accostata in modo macabro al padre ucciso dalla mafia in uno dei dialoghi “rubati”.

Una secca smentita della tesi di Maurizio Zoppi e Piero Messina era arrivata dal procuratore capo della Repubblica di Palermo Luigi Lo Voi, seguito sulla stessa linea dai colleghi di Caltanissetta, Catania e Messina: toccherà adesso ai legali dei giornalisti dimostrare la fondatezza degli articoli redatti sulla base delle intercettazioni “fantasma” del Presidente della Regione.

Per il momento, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta appena iniziata a Palermo, la tempesta politica sollevata da L’Espresso attorno a Rosario Crocetta (alla vigilia della commemorazione delle vittime della strage di via D’Amelio) sembra essersi ridimensionata e il rischio di elezioni anticipate in Sicilia temporaneamente scongiurato.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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