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Intercettazioni, il ddl all'esame della Commissione giustizia del Senato

Questa notte la Commissione giustizia del Senato ha lavorato sul disegno di legge sulle intercettazioni e ha dato il via libera ad alcuni punti chiave del ddl. La seduta si è conclusa alle 3.40 e riprenderà nel pomeriggio di oggi. Il confronto tra maggioranza ed opposizione è stato molto teso.

Tra le norme approvate il cosiddetto 'emendamento D'Addario', ossia niente più registrazioni di conversazioni senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate e niente più riprese visive; chi verrà condannato per riprese e registrazioni fraudolente, rischia fino a quattro anni di reclusione. Faranno eccezione i casi in cui tali registrazioni vengono fatte per la sicurezza dello Stato o per dirimere una controversia giudiziaria o amministrativa.

La Commissione giustizia del Senato ha dato il via libera anche alle norme sul diritto di cronaca, ribattezzate 'Salva-Iene', secondo le quali il giornalista professionista che effettuerà riprese e registrazioni nell'ambito di attività di stampa o di cronaca sancite dall'articolo 21 della Costituzione non rischierà alcuna condanna.

Non sarà, poi, possibile fare riprese tv di processi se non ci sarà il consenso di tutti; è stata approvata anche la misura 'antitalpe', ossia chiunque riveli notizie che riguardarano atti o documenti processuali coperti da segreto rischia da uno a 6 anni di carcere. Chiunque inoltre pubblichi intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che risultino estranee alle indagini potrà essere punito con il carcere da 6 mesi a tre anni. E' stata approvata anche la norma che rafforza l'obbligo già esistente per il pm di informare le gerarchie ecclesiastiche qualora ad essere indagato e intercettato sia un sacerdote o un vescovo. Deve ancora essere definita la parte relativa all'inasprimento delle pene per i giornalisti.

Foto: giustizia.it

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