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Intercettazioni, il ddl arriverà in aula il 29 luglio

Il ddl sulle intercettazioni torna a far parlare di sé e si riaccende lo scontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini.

Se non verranno apportate delle modifiche i sostenitori di Fini hanno affermato: 'Noi voteremo sì alla fiducia, se la mettono, ma subito dopo bocceremo il ddl'. Parole a cui i sostenitori di Berlusconi hanno replicato scagliandosi contro il presidente della Camera: 'O dentro o fuori. O ci asseconda o se ne va. Tanto, elettoralmente, non pesa nulla'.

In questa atmosfera risultano chiare due linee contrapposte, quella di Berlusconi che vuole chiudere sulle intercettazioni e quella di Fini secondo cui si può aspettare. Ma in base a quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo, il ddl sulle intercettazioni sarà in aula alla Camera il prossimo 29 luglio, probabilmente anche il 28. La richiesta di inserire il ddl nel calendario di luglio dell'Assemblea di Montecitorio, subito dopo l'approvazione della manovra economica, è partita dal presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, ed è stata sostenuta dal leghista Marco Reguzzoni.

L'opposizione ha espresso opinione contraria e il presidente Fini, seppur definendo irragionevole la calendarizzazione del ddl a fine luglio, ha 'preso atto dell'opinione prevalente dei gruppi'. Tale decisione, come si può immaginare, ha sollevato accese polemiche. Il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha detto: 'Il provvedimento non verrà mai votato a luglio, potrebbe esserlo in agosto: una cosa priva di logica. E' una scelta che comprime i tempi per l'esame della manovra, una forzatura che intasa il calendario parlamentare. Anche perché, sono pronto a scommettere, il provvedimento cambierà e decideranno di votarlo a settembre'.

Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha così replicato: 'Non c'è nessuna prova di forza. Le intercettazioni sono state in commissione 14 mesi, sono in terza lettura, sono in corso le audizioni. E' nell'ordine delle cose che arrivi in aula a luglio e, con i tempi contingentati, si potrà votare ad agosto. Il termine forzatura è assolutamente improprio'.

Foto: media.panorama.it

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