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Intercettazioni, il governo chiede 48 ore per esaminare gli emendamenti

E' stato fissato per martedì prossimo, all'ora di pranzo, l'inizio della votazione sul ddl intercettazioni e ieri il governo ha chiesto 48 ore di tempo per esaminare e dare il parere sugli ultimi emendamenti presentati. La richiesta è stata avanzata dal sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, ed è stata accolta da tutti i gruppi.

Ieri sono stati presentati undici emendamenti, sei firmati dal capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa e dal leghista Matteo Brigandì, e cinque presentati dalla presidenza della commissione e relatrice del ddl sulle intercettazioni, Giulia Bongiorno. In tutto gli emendamenti al ddl intercettazioni sono circa 600.

Al termine della seduta di commissione Caliendo ha spiegato: 'Abbiamo chiesto più tempo perché vogliamo leggerci con calma tutti gli emendamenti per capire che tipo di parere dobbiamo dare. Altrimenti, cosa avrei dovuto fare, dare un parere contrario a tutto? Con il Guardasigilli, invece, avremo così il tempo per guardare con attenzione le varie proposte di modifica'.

Il capogruppo del Pd in commissione Donatella Ferranti ha espresso soddisfazione per la decisione presa. Più duro il leader dell'Idv Antonio di Pietro. 'Tutti gli emendamenti presentati - ha detto Di Pietro - servono solo a coprire lo sporco di questo disegno di legge criminogeno, che deve semplicemente essere eliminato. Tra i parlamentari della maggioranza, e penso soprattutto a Fini, è arrivato il momento di decidere: alcuni vogliono svendere la propria dignità per alcuni pidduisti; altri non hanno i coraggio di alzare la testa e voteranno il ddl così come è. Io spero che il Parlamento tutto sappia ritrovare la propria dignità'.

 (foto © LaPresse)

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