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Intercettazioni, 'legge bavaglio' approvata alla Camera tra le proteste. M5S: 'Pd come Berlusconi'

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Via libera definitivo alla Camera al ddl penale sulle intercettazioni telefoniche, ribattezzata dai parlamentari del Movimento 5 Stelle legge bavaglio per le limitazioni imposte dalla nuova disciplina alla pubblicazione di atti giudiziari relativi a persone non indagate, con ripercussioni rilevanti sul diritto di cronaca dei giornalisti.

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A favore della contestata normativa che dovrà passare all’esame del Senato della Repubblica prima di trovare concreta applicazione, si sono dichiarati in sede di voto 314 deputati, tutti espressione della maggioranza a sostegno del premier Renzi, mentre Forza Italia ha optato per l’astensione pur condividendo parte del testo approvato oggi a Montecitorio.

Sulle barricate, prima e dopo lo scrutinio, i rappresentanti del M5S, in prima linea con cartelli e bende bianche sulla bocca nel contestare radicalmente il bavaglio insieme ai colleghi di Sel e Lega Nord, questi ultimi su posizioni critiche anche se da presupposti diversi (per i parlamentari pentastellati il pericolo è di una censura “in stile Berlusconi, mentre i deputati di Vendola e Salvini hanno orientato le critiche sulle contraddizioni interne alla maggioranza).

(Toninelli del Movimento 5 Stelle protesta contro il ddl penale: "Legge di Berlusconi")

In base alla nuova legge, l’esecutivo avrà “carta bianca” con la delega concessa stamattina dalla Camera per l’emanazione di un decreto di regolazione della materia penale, essendo facoltà del governo dettare prescrizioni limitative sull’uso delle intercettazioni nell’attività processuale eliminando la cosiddetta “udienza filtro” aperta al contributo della difesa per escludere totalmente la pubblicazione delle conversazioni telefoniche di terze parti.

“Chiediamo a giornalisti e magistrati di protestare contro questo pericoloso provvedimento” ha attaccato il relatore di minoranza del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi, mentre gli eletti del Pd a Montecitorio si sono schierati compattamente a favore del ddl che modifica il codice penale e di procedura penale precisando tramite l’intervento del deputato David Ermini di non voler “mettere alcun bavaglio alla stampa” ma di promuovere una “tutela dei diritti delle persone”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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